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16 ottobre, un corteo enorme. La Fiom chiama allo sciopero generale
Nellla manifestazione anche i precari della scuola, i movimenti per i beni comuni, l'associazionismo e i centri sociali
Quella della Fiom, malgrado le nefaste previsioni della vigilia, è stata una manifestazione imponente, centinaia di migliaia di persone che hanno popolato due cortei, una marea di bandiere rosse, di facce giovani ed anziane, di donne e uomini in cassa integrazione, di immigrati. Un enorme contenitore che ha racchiuso l'opposizione alle scelte economiche del governo e che, a partire della vicenda dolorosa della Fiat di Pomigliano, sembra aver trovato nuova linfa. Nel corteo non solo metalmeccanici, c'erano i precari della scuola, i movimenti per l'acqua pubblica e i beni comuni, l'associazionismo e i centri sociali. Ora la parola d'ordine è lo sciopero generale.
"Lo dico sommessamente abbiamo il dovere di continuare la battaglia e nel continuare penso sia necessario la proclamazione dello sciopero generale". Il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, dice di usare toni bassi ma le sue parole hanno il potere di far deflagrare Piazza san Giovanni piena completamente. I metalmeccanici della Cgil chiamano così alla mobilitazione di tutte le categorie concludendo una giornata che ha visto Roma riempirsi di tute blu. L'invocazione di Landini, sebbene con accenti ben più prudenti, è stata raccolta anche dal segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani.
Quella della Fiom, malgrado le nefaste previsioni della vigilia, è stata una manifestazione imponente, centinaia di migliaia di persone che hanno popolato due cortei, una marea di bandiere rosse, di facce giovani ed anziane, di donne e uomini in cassa integrazione, di immigrati. Un enorme contenitore che ha racchiuso l'opposizione alle scelte economiche del governo e che, a partire della vicenda dolorosa della Fiat di Pomigliano, sembra aver trovato nuova linfa. Nel corteo non solo metalmeccanici, c'erano i precari della scuola, i movimenti per l'acqua pubblica e i beni comuni, l'associazionismo e i centri sociali.
Una manifestazione determinata e compatta ma anche allegra. Finte banconote da 50 euro raffiguranti la faccia del segretario Cisl Raffaele Bonanni sono state distribuite da alcuni manifestanti non sindacalizzati che hanno comunque partecipato al corteo. Sulle banconote la scritta: "Il denaro è un buon servo e un cattivo padrone... e io vorrei più denari, più servi e più padroni. Con noi hai un padrone scontento".
Poi ancora, appeso al collo di un pensionato napoletano: "Marchionne, il dittatore dei lavoratori. La Fiom ti schifa", Tammaro Iavarone, travestito da squadrista, finge di frustare i lavoratori. Sulla testa il pensionato indossa un vaso da notte rovesciato con sopra scritte contro il ministro Maroni. Sui pantaloni, tra le gambe, invece c'è la foto del ministro Gelmini. "Stiamo tornando alla dittatura - spiega Tammaro - tolgono diritti a operai e pensionati. Interpreto Marchionne perchè lui è come un dittatore e considera gli operai degli schiavi".
Si apre così uno scenario di conflitto sociale che, vista anche la situazione del governo, potrà portare nei prossimi mesi sviluppi non prevedibili. La scelta del sindacato di Corso d'Italia avrà le sue conseguenze anche sul centro sinistra, Pd in primis, che sarà chiamato ad abbracciare o meno una tale posizione e c'è da scommettere che le divisioni non mancheranno.
(alessandro fioroni 2010-10-16 19:15:40
http://www.agenziami.it/articolo/7075/16+ottobre+un+corteo+enorme+La+Fiom+chiama+allo+sciopero+generale