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Appello dei dipendenti al ministro
I lavoratori chiedono un intervento di Romani sull'azienda
Massa, 9 dicembre 2010 - C'è agitazione in fabbrica il giorno dell'Immacolata, nonostante la festa che dovrebbe riunire le famiglie. I sindacati e le istituzioni sono tornati da Roma con pessime notizie: per come stanno le cose al momento, i 304 lavoratori della Eaton entreranno in mobilità il 15 dicembre e non ci sarà per loro nessun ammortizzatore sociale. Il tavolo della trattativa si è spaccato perché, dichiarano le Rsu, "la Eaton ha proposto un ricatto, non un accordo e noi abbiamo preferito mantenere la nostra dignità, anziché quattro mesi di elemosina".
Al Ministero dello sviluppo economico la Eaton arriva con la sua proposta di 4 mesi di cassa in deroga e qualche condizione a corollario da firmare. I sindacati erano partiti con tutte le migliori intenzioni e volevano portare a casa almeno questi 4 mesi di cassa. Ma c'è stato un punto, imposto dalla Eaton, su cui l'accordo è saltato: la proprietà voleva che i sindacati firmassero un verbale in cui si attestava che la Eaton aveva onorato e garantito tutti gli accordi dal 2008 ad oggi, rispettato gli operai e il loro lavoro, favorito la reindustrializzazione. "Avremmo firmato il falso - dichiara la Rsu - e avremmo firmato la nostra condanna perché con quell'accordo la Eaton si sottraeva da ogni responsabilità sul fallimento della nostra realtà a Massa".
Un approccio blindato, come l'ha definito l'assessore provinciale Raffaele Parrini, presente all'incontro di Roma e un verbale che avrebbe messo al riparo la Eaton da qualsiasi possibile azione legale contro di lei. Insomma il tavolo si spacca non sui mesi di cassa in deroga, anche se i sindacati avrebbero voluto fossero di più, ma su una questione di principio. La Rsu scrive al Ministro Romani in persona, perché, lo ricordiamo tutto è partito da lui, quando sembrava che la Eaton non cedesse sull'ammortizzatore sociale, il ministero fece sapere che era riuscito a strappare all'azienda un accordo. In realtà questo accordo prevedeva clausole che poi, appunto, i sindacati non se la sono sentiti di firmare. E adesso a Romani tocca rimediare al pasticcio. Il tavolo si è chiuso con la verbalizzazione di due posizioni distinte e il ministro dovrà adesso valutarle e provare a trovare un'altra misura di mediazione. "Le chiediamo - scrivono al Ministro - di ricondurre i toni del confronto nell'ambito del rispetto". Si aspetta dunque una nuova convocazione a Roma, ma intanto, in assemblea gli operai dichiarano: "Ci sono questi progetti di reindustrializzazione? Siamo pronti a tornare sulle barricate, non abbiamo più padroni, si riattiveranno sia le vie legali che quelle della lotta".
http://www.lanazione.it/massa_carrara/cronaca/2010/12/09/426536-eaton_appello.shtml
Arrticolo tratto da Nove di Firenze : Industria: giorni decisivi per molte imprese
A leggere le richieste della direzione della Eaton (al fine di concedere quattro mesi di cassa integrazione in deroga) c'è da rimanere senza parole: poche righe per ribadire il diritto dell'azienda ad agire solo ed esclusivamente per il proprio interesse, non tenendo conto né dell'autorità governativa, né di quella regionale e locale, né tantomeno del futuro di coloro che per tanti anni hanno (con il loro lavoro) creato profitto, i lavoratori. Quegli stessi lavoratori, che l'8 dicembre, nel corso di un'assemblea surreale, hanno respinto con forza e grandissima dignità le "elargizioni interessate" del colosso americano. Rimane ancora un'ultima occasione - l'intervento in extremis del Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani - poi dal 15 dicembre sarà licenziamento definitivo per tutti. L'Italia dei Valori di Massa Carrara ritiene che quello che sta per avverarsi, non rappresenti la sconfitta dei lavoratori e di quanti con loro si sono battuti per una soluzione civile della vicenda, ma una vittoria del padronato internazionale, lo stesso che sta girando il mondo alla ricerca di mano d'opera sempre più a basso prezzo, lo stesso che sta impoverendo e sfruttando milioni di persone, anche in Italia, lo stesso che entrerà in possesso di territori in altre nazioni e che rivenderà a prezzi di mercato quelle che lascia qui da noi. L'Italia dei Valori ribadisce fino alla fine la propria solidarietà e vicinanza ai lavoratori poiché ritiene inaccettabile l'atteggiamento della Eaton. Sia a livello provinciale, regionale e parlamentare interverremo con tutte le nostre forze per scongiurare l'ipotesi licenziamento facendo pressioni al Ministro Romani affinché riconvochi le parti e metta alle strette la Eaton.
http://www.nove.firenze.it/vediarticolo.asp?id=b0.12.09.23.32