Vertenza Eaton


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Bosconero

Storia della Eaton

Eaton, trasferimenti a Bosconero

Ma sono ancora sessanta i lavoratori in cassa da ricollocare
di ri.co.
BOSCONERO. Mondo Eaton tra luci e ombre. A Bosconero, i lavori di ampliamento dello stabilimento sono terminati e, dalla prossima settimana, cominceranno i trasferimenti dei cinquanta addetti da Rivarolo. L'altro giorno, invece, è entrato in funzione il 'centro di lavoro flessibile', che consente ad una stessa linea di produrre valvole sia per auto che per grandi motori. Martedì è stato anche fatto il punto in Regione sui lavoratori che ancora devono essere ricollocati: sono sessantaquattro, con la cassa integrazione in scadenza alla fine dell'anno. All'incontro era presente anche il vicesindaco di Rivarolo Renato Navone. Fabrizio Mauro, delegato Fim di Bosconero e anche rappresentante sindacale all'interno del coordinamento europeo di Eaton, punta il dito sulle luci: «Lo stabilimento di Bosconero acquista una nuova consistenza. Con il trasferimento dei lavoratori da Rivarolo occuperà trecentocinquanta addetti. Non dimentichiamoci che, il rischio di un trasferimento complessivo in Polonia con la scomparsa di Eaton dal Canavese è stato davvero reale». Mauro aggiunge che oggi lo stabilimento di Bosconero occupa lavoratori con un'età media di quarant'anni, non ci sono lavoratori atipici e si lavora su diciassette turni, sabato compreso. «L'investimento di tre milioni di euro anche sulle linee - sottolinea Mauro - consente di avere maggiore capacità produttiva e ci permette di utililizzare al massimo le linee per diversi tipi di valvole». Le ombre, attualmente, riguardano i lavoratori in cassa integrazione che devono ancora essere ricollocati. Bosconero ne ha riassorbiti quindici, Fiom e Uilm chiedono uno sforzo in più. E, al tavolo, spunta un'ipotesi in più: il Comune di Rivarolo, insieme con altri del circondario, si adopereranno per contribuire alla ricollocazione dei lavoratori chiedendo l'aiuto della municipalizzata Asa e del Comune di Torino. Alberto Mancino, segretario Uilm, incalza prima di tutto la multinazionale: «L'azienda deve impegnarsi in prima persona per la ricollocazione dei lavoratori e non dichiarare genericamente che sono state interpellate agenzie specializzate in ousourcing. Negli accordi era scritto chiaramente che Eaton doveva risolvere il problema della ricollocazione dei lavoratori giudicati in esubero. A un problema di esuberi creato da Eaton, noi crediamo che sia la stessa azienda a dovervi fare fronte. Inoltre, va perseguita rapidamente la possibilità di ottenere la mobilità lunga: per la Eaton ci sono dodici posti e la documentazione va presentata senza perdere tempo». Sulla stessa linea Fabrizio Bellino, funzionario Fiom, a pochi giorni dalla sentenza del giudice del Lavoro che ha stabilito un comportamento antisindacale dell'azienda: «Fra un mese faremo il punto in Regione, ma secondo noi, Eaton è davvero in condizione di fare uno sforzo e riassorbire icassintegrati».

(10 ottobre 2007)



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