Vertenza Eaton


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Che EATON rifletta 28.10.08

Tutta la storia

di ANNA PUCCI
— MASSA —
EATON: il clima si sta facendo sempre più pesante. Tanto che il sindaco, Roberto Pucci, si è sentito in dovere di segnalarlo
al consiglio comunale, intervenendo nella seduta di ieri pomeriggio. «Siamo usciti dall’incontro del 23 a Roma — ha
spiegato — pensando di aver fatto un accordo e abbiamo poi scoperto che l’azienda sostanzialmente ha fatto marcia
indietro». Il punto è quello della sospensione della procedura della mobilità con ricorso alla cassa integrazione guadagni
ordinaria per 13 settimane: «L’incontro di Roma si è chiuso con un accordo su questo — ha proseguito Pucci — ma il giorno
successivo è uscito fuori che secondo l’azienda avevamo capito male, per l’azienda lo stabilimento va chiuso e c’è spazio
solo per la cassa integrazione straordinaria». Risulttao: «Potete ben capire — ha detto Pucci al consiglio — cosa succede
dentro lo stabilimento. Io venerdì sono stato in assemble e il clima era pessimo, c’era una esasperazione assoluta. Ho
chiamato anche il prefetto, per fargli presente la situazione. E ho provato a chiamare l’azienda: un contatto c’è stato,
forse stasera ce ne sarà un’altro». Pucci ha auspicato un atteggiamento responsabile da parte dell’azienda: «Ci sono di
mezzo 350 persone, avete visto la disperazione e la voglia di lottare, la situazione è molto molto pesante. Domattina — ha
aggiunto — io sono a roma per il Sin e domattina c’è un incontro ad Assindustria tra azienda e sindacati. Spero che venga
confermato quanto deciso al tavolo romano. Chiedo al consiglio comunale di essere presente e all’erta per gestire
situazione nel caso l’azienda decidesse malauguratamente di andare in un’altra direzione». E il consiglio ha risposto: su
proposta del capogruppo del Pd, Uilian Berti, è stata decisa una sospensione per elaborare un documento a sostegno dei
lavoratori Eaton. E il consiglio, all’unanimità, ha approvato il documento in cui richiama l’azienda a un comportamento
responsabile.
IL VERBALE dell’incontro tra azienda, sindacati e istituzioni svoltosi giovedì al ministero dello Sviluppo Economico —
pubblicato ieri pomeriggio sul web del ministero stesso — è chiaro. I rappresentati dell’azienda hanno motivato la scelta di
chiudere la fabbrica massese con la generale crisi del settore “automotive”. I sindacati hanno chiesto una alternativa alla
chiusura, con sospensione della procedura di mobilità «per poter aprire un confronto sereno». Sulla stessa linea dei
sindacati anche i rappresentanti di Regione, Comuni di Massa e di Carrara e Provincia. Il dottor Castano del ministero, si
legge nel verbale, «ha ribadito che il Governo è pronto, in collaborazione con la Regione, a fare gli interventi necessari
per trovare le soluzioni (che sicuramente non sono dietro l’angolo) alternative alla chiusura dello stabilimento di Massa».
In questo contesto, prosegue il verbale, «è necessario che l’azienda sospenda la procedura di mobilità già attivata lo
scorso 8 ottobre, per permettere che vengano individuate, in un contesto sereno, le prospettive per il sito di Massa
affinché qui sia possibile anche in futuro fare industria e dare lavoro. Le parti devono quindi confrontarsi ad un tavolo per
gestire al meglio questa situazione in tempi congrui, con gli strumenti necessari e con l’obiettivo di dare soddisfazione ai
lavoratori». Conclude il verbale: «L’azienda e le organizzazioni sindacali, raccogliendo l’invito del Governo, hanno
concordato quanto segue: sospendere la procedura di mobilità già attivata; aprire immediatamente un tavolo di confronto
che riguardi il Gruppo Eaton in Italia e, in particolare, il futuro industriale del sito di Massa nel suo complesso; gestire da
subito la sospensione dal lavoro che è in corso, utilizzando gli strumenti che le parti congiuntamente ritengono più
opportuni, a cominciare dalla Cigo per tredici settimane, così come concordato tra l’azienda e le organizzazioni sindacali;
consentire ai lavoratori, anche in questo periodo, di mantenere (nei modi più adeguati) la possibilità di essere presenti in
Azienda per assemblee e riunioni».


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