Vertenza Eaton


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Crisi Eaton nessuna chiusura

Storia della Eaton

Crisi Eaton nessuna chiusura

Il Piccolo, 27 novembre 2008

Rassicurazioni da parte dell'azienda al sindaco in un incontro all'Assindustria

Eaton Automotive, colpita da una pesante crisi di mercato, ha confermato al sindaco di Monfalcone, Gianfranco Pizzolitto come, perlomeno al momento, non è in vista la dismissione di altri stabilimenti in Italia oltre a quello di Massa.

L'azienda lo ha fatto nel corso di un incontro che il sindaco ha avuto con i rappresentanti della società e con quelli dell'Associazione industriali di Gorizia. Dall'incontro con il sindaco è emerso che, anche se il 2009 sarà un anno complesso, allo stato attuale, come spiega l'amministrazione comunale in una nota, non sono previste iniziative finalizzate alla cessazione delle attività produttive in altri stabilimenti del gruppo oltre a quello toscano. Le istituzioni locali si sono quindi mobilitate per affrontare la difficile situazione dello stabilimento di Eaton Automotive, i cui 340 lavoratori sono in cassa integrazione ordinaria, mentre la società ha deciso di chiudere la realtà di Massa. Il sindaco Gianfranco Pizzolitto si è incontrato appunto con i rappresentanti dell'Unione degli industriali di Gorizia e della direzione dello stabilimento monfalconese di Eaton Automotive per un approfondimento della situazione del sito produttivo alla luce anche dell'incontro avvenuto al ministero per lo Sviluppo economico. Al tavolo è stato confermato come la situazione più complessa riguardi la realtà di Massa, dove, con il sostegno ministeriale e delle istituzioni locali, si cerca di individuare un percorso condiviso per un accordo che garantisca la condizione reddituale di lavoratori di quel complesso. La direzione della Eaton, confermando la cessazione dell'attività nello stabilimento di Massa, ha sottolineato come la società si sia resa disponibile a collaborare per il riutilizzo di quell'area e promuovere nuovi insediamenti industriali che possono dare positiva soluzione al problema occupazionale. In tal senso, ha comunicato di avere già attivato concrete azioni per la ricerca di nuove iniziative industriali attraverso imprese specializzate alle quali affidare compiti di selezione e presentazione di soggetti interessati. Il Comune di Massa e la Regione Toascana hanno del resto detto chiarito che l'area rimarrà a destinazione industriale. I sindacati, che si sono rivolti alle istituzioni locali per gestire al meglio le difficoltà della Eaton, contano di incontrare nuovamente l'azienda a livello locale attorno alla metà del prossimo mese. Le organizzazioni dei metalmeccanici puntano però anche a una nuova convocazione del tavolo al ministero dello Sviluppo economico allargata all'intera realtà di Eaton in Italia.
Messaggero Veneto, 27 novembre 2008

MONFALCONE
Eaton: l'azienda rassicura, ma restano le preoccupazioni

MONFALCONE. Anche se il 2009 sarà un anno complesso, allo stato attuale non sono previste iniziative finalizzate alla cessazione delle attività produttive presso altri stabilimenti del gruppo Eaton, oltre a quello toscano di Massa.
L'assicurazione, che lenisce anche se solo in parte le preoccupazioni di sindacati e lavoratori dello stabilimento monfalconese, è giunta ieri nel corsi dell'incontro che il sindaco di Monfalcone, Gianfranco Pizzolitto, ha avuto a Gorizia con i rappresentanti dell'Unione degli industriali e della Direzione della Eaton, per un approfondimento della situazione dello stabilimento, alla luce anche dell'incontro avvenuto nei giorni scorsi al ministero per lo sviluppo economico.
Dalla riunione è emerso come la situazione più complessa riguardi la realtà di Massa dove, con il sostegno ministeriale e delle istituzioni locali, si sta cercando di individuare un percorso condiviso per un accordo che garantisca la condizione reddituale di lavoratori di quel complesso.
La direzione Eaton, confermando la cessazione dell'attività nello stabilimento massese, si è resa disponibile a collaborare per il riutilizzo di quell'area, promuovere nuovi insediamenti industriali che possano dare positiva soluzione al problema occupazionale.
In tal senso, ha reso noto di avere già attivato concrete azioni per la ricerca di nuove iniziative industriali attraverso imprese specializzate alle quali affidare compiti di selezione e presentazione di soggetti interessati.
Resta il fatto che i sindacati auspicano l'apertura di un tavolo di confronto nazionale, anche se Eaton avrebbe già espresso il proprio parere negativo. Secondo i sindacati una vertenza nazionale è però fondamentale per garantire ai lavoratori una migliore copertura sul fronte degli ammortizzatori sociali. La Fiom ha già annunciato nei giorni scorsi che creerà un coordinamento tra gli stabilimenti per stabilire una linea comune.
Intanto, i lavoratori monfalconesi stanno effettuando i nuovi 23 giorni di cassa integrazione che si consumeranno tra questo mese e la fine dell'anno, anche se a preoccupare ora sono soprattutto le prospettive per il 2009, anche a fronte della rapidità con cui la multinazionale statunitense sta procedendo alla chiusura dello stabilimento di Massa Carrara (350 dipendenti).
"Se i carichi di lavoro dovessero scendere sotto i livelli attuali, cioè circa 22,5 milioni di valvole per il 2008 - ha spiegato Thomas Casotto, segretario provinciale della Fiom-Cgil ed ex coordinatore della Fiom della Rsu proprio di Eaton -, allora anche a Monfalcone potrebbero esserci ricadute occupazionali negative, cioè tagli al personale".


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