Vertenza Eaton


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Domenica,26ottobre2008

Tutta la storia

Lettera alla Citta.

Con questa lettera aperta vorremmo come Lavoratrici e Lavoratori della Eaton, da una parte esporre con grande dettaglio i problemi legati alla ennesima crisi del Lavoro nel territorio, non volendo rischiare al contempo, sentendo fortemente la pressione di una drammatica realtà, di non essere abbastanza lucidi per esprimere il reale danno che a breve incrementerà in negativo il futuro economico della Provincia.
L’economia Mondiale come è aggi ravvisato da tutti sta denunciando una forte implosione determinata principalmente da un sistema economico finanziario illusorio, che fagocita giorno dopo giorno anche la parte sana derivante dalla trasformazione delle materie, un sistema spesso truffaldino che ha attratto anche piccoli risparmiatori e Aziende.
Ovvio che questo nostro intervento ben poco può pesare nel dare risposte in senso globale e nemmeno abbiamo l’arroganza di sperarlo, ma una certezza l’abbiamo, quanto accade a livello Mondiale ed Europeo il nostro paese ha la capacità di amplificarlo e la nostra Provincia di subirne gli effetti in anticipo.
È nostra storia recente, una reindustrializzazione infinita che oggi non vogliamo rivisitare per non aggiungere ansia e sconforto al già critico panorama attuale, una reindustrializzazione comunque che senza ombra di dubbio riteniamo mai essere stata controllata e gestita, permettendo ancora una volta ai furbetti del quartierino di fare speculazioni.
La Eaton multinazionale USA che da oltre 20 anni si è insediata sul territorio nelle ex aree Riv-SKF nella zona industriale Massese, ha rappresentato alle Organizzazioni Sindacali e alle Istituzioni l’intenzione di disimpegnarsi dal territorio, lo stabilimento che a gli inizi degli anni 2000 vedeva un’occupazione di oltre 500 Lavoratori diretti e oltre 200 nell’indotto, già nel 2002 la Società ha iniziato un’operazione di dimagrimento occupazionale che con accordi sindacali avrebbe dovuto garantire una rafforzata sostenibilità economica, gli accordi se pur sofferti permettevano con adeguate forme di incentivo di raccogliere l’interesse dei Lavoratori che volontariamente accettavano l’uscita dalla fabbrica, a questo si aggiungevano situazioni anagrafiche che permettevano ad altri lavoratori di agganciarsi al sistema pensionistico allora garantito.
Quello che oggi invece avviene è da leggersi sotto una drammatica prospettiva assolutamente deprimente. L’operazione annunciata al Territorio e in sostanza l’ennesima subalternità che le logiche datoriali impongono alla società, per garantire profitti si de localizza e si cancellano spavaldamente tutti i rapporti con la realtà dove si produce, tutto il dialogo e tutte le opportunità offerte nel rapporto impari tra sociale e impresa viene cancellato e sacrificato agli interessi di pochi.
È dunque una battaglia questa che sta alla base di un modello di società coesa e solidale, una battaglia che solo con una ritrovata unificazione sociale può essere vinta, i Cittadini e i Lavoratori hanno necessità di concretezze e percorsi certi, non delle solite cantilene di rito politico che spesso umiliano anche la fantasia.
Per questo come Lavoratori Eaton chiediamo che la Politica produca atti concreti che chiariscano con fermezza la linea che il territorio intende assumere sulla vertenza che si deve riallacciare alle altre già presenti, NCA, ICA, ITALCEMENTI ecc.
Chiediamo che a tutti i livelli sia assunta con fermezza la contrarietà a mediazioni che non abbiano al primo punto le garanzie per il futuro delle famigli operaie, proponendo un intenso monitoraggio politico Istituzionale sul futuro delle aree interessate , che crediamo debbano restare come ricchezza in dote al territorio conservando l’indirizzo industriale per essere messe a disposizione di chi ha reale volontà di fare impresa nella provincia. Impegno che deve impedire quello che questo territorio ha già vissuto in termini ci privatizzazione e frammentazione incontrollata delle aree ex Dalmine, ex Olivetti, ex Montedison ecc. ecc.
Certo su questo fronte la Politica Nazionale non fa scelte adeguate, anzi il Ministro Sacconi sta approntando col suo Libro Verde l’ennesimo atto di rappresentanza ai potenti, mentre alle banche si danno soldi, verso il mondo del lavoro si annunciano restrizioni pesanti delle risorse per gli ammortizzatori sociali.
Non è la nostra storia accettare senza reagire, questa è una terra di RESISTENZA a cui come Lavoratori dobbiamo rispetto, non lasceremo nulla di intentato, non ci rassegniamo alla vergogna di essere stati usati e gettati, vogliamo lasciare ai figli un futuro dignitoso in cui il LAVORO sia un diritto reale non solo un antico dettaglio della nostra Costituzione.
Con questo spirito chiediamo alla Città a Commercianti e Artigiani, alle Associazioni democratiche e a tutti i soggetti Istituzionali di unirsi alla nostra battaglia. Questa per il Territorio deve essere l’opportunità di alzare la testa impegnandosi a ridare un futuro a chi domani spera nel LAVORO, non per arricchirsi ma per farsi una famiglia.
Per questo chiediamo a tutti di “capire e di conoscere” prima di vedere nel nostro manifestare un atto di semplice disturbo al torpore cittadino, invitiamo tutti a venire davanti alla Eaton a parlare con i Lavoratori per capire le nostre ragioni.
Solo cosi pensiamo si esprima realmente una solidarietà, diversamente saremmo condannati all’isolamento e di conseguenza ci sentiremo umiliati per non saper difendere un diritto per noi ma soprattutto per i figli, figli di un territorio dove nella storia molti hanno pagato con la vita per non abbassare la testa.
26/10/08

Seg. Fiom CGIL
Alessio Castelli


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