Vertenza Eaton


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Eaton 1500 in corteo 18 .10.08

Tutta la storia

SABATO, 18 OTTOBRE 2008
Pagina 3 - Massa - Carrara
Fabbriche ferme, millecinquecento in corteo
Nessun dialogo tra Eaton e lavoratori, delusione e rabbia fra gli operai
Riuscito lo sciopero dei metalmeccanici, città semi paralizzata dalla manifestazione, ma trattative ferme I
sindacati: «volevano farci firmare la chiusura»
CARRARA. «Forza, ragazzi, facciamoci sentire», dice il giovane operaio della Eaton. E si fanno
sentire le tute blu dell’industria apuana. Sfilano in mille-millecinquecento lungo il viale XX
settembre, dallo stadio alla sede dell’Associazione industriali, dove è in programma un incontro
sulla vertenza Eaton. Sfilano, gridano, tra megafoni fischietti e striscioni, spezzando in due la città
(per tutta la mattinata i collegamenti viari fra il centro e il resto del territorio saranno difficilissimi).
Da tempo non si vedeva un corteo tanto imponente. Da tempo, del resto, non si registravano crisi
gravi come questa.
Lo sciopero indetto dai sindacati metalmeccanici raccoglie adesioni massiccie. In corteo ci sono, prima di
tutto, gli operai di Eaton (per l’occasione non in tuta blu ma con t-shirt blu con la scritta “Eaton: Usa e
getta”), e quelli di Nca e le donne dell’Ica di Pallerone. Ma ci sono anche i lavoratori di Nuovo Pignone, di
Syntech e di altre aziende; delegazioni dei sindacati bancari e dei “comunali”, le bandiere di Cgil, Cisl, Uil e
Ugl. E ci sono i sindaci, con la fascia tricolore: Roberto Pucci, Angelo Zubbani, il presidente della Provincia
Osvaldo Angeli. È un segnale: siamo con voi.
«Vergogna, vergogna»; «Lavoro, lavoro», scandisce il corteo. Il tragitto è breve, la rabbia tanta. Davanti
all’Assindustria gli insulti ai dirigenti di Eaton che, forse, sono già dentro, si sprecano. Attorno alle 10 entra,
nella palazzina coinfidustriale, la delegazione dei sindacati: i segretari provinciali dei metalmeccanici
(Alessio Castelli per la Fiom, Marco Battistini per Fi, Franco Borghini per Ulim); i segretari generali di Cgil
(Patrizia Bernieri), Cisl (Sergio Zangolli) e Uil (Franco Garbati); i rappresentanti delle Rsu. E anche i
segretari regionali di Cisl Maurizio Petriccioli e FioM Mauro Faticanti. Sarà la presenza di questi ultimi ad
allungare i tempi dell’incontro: i dirigenti di Eaton non gradiscono la loro presenza al tavolo: è fuori luogo,
non prevista, dicono. «Noi ci facciamo rappresentare da chi vogliamo», replicano secchi i lavoratori. Il
braccio di ferro è vinto dai sindacati. Ma l’esito dell’incontro non porta, comunque, a nulla. Porta solo altre
nubi nere.
L’azienda non cambia posizione. Anzi. I dirigenti di Eaton chiedono «qualcosa di scandaloso», secondo i
sindacati. Propongono, cioè, ai rappresententi dei lavoratori di sottoscrivere l’accordo - finora solo verbale -
sulla cessazione dell’attività produttiva in cambio dell’impegno a una disponibilità di Eaton per l’attivazione
degli ammortizzatori sociali. «In pratica - commenta Michele Folloni della Rsu - ci hanno chiesto la
condivisione della chiusura della fabbrica come condizione per accedere alla mobilità e alla cassa
integrazione». «Inaccettabile, improponibile», è la risposta dei sindacati. Incontro chiuso.
All’esterno, intanto, passano le ore, si ripetono cori e i canti (qualcuno intona anche Fratelli d’Italia); si
affollano i bar e le pizzerie della zona. Alle 13,15, quando esce la delegazione, sono un paio di centinaia i
manifestanti rimasti. I volti dei sindacalisti sono scuri: andiamo in fabbrica, assemblea in fabbrica, ripetono.
No, diteci ora cosa vi hanno detto i “padroni”, urla qualcuno. “Aspettiamoli qui, voglio dirglelo in faccia quel
che penso di loro”. Ci sono momenti di “scazzo” in faccia quel che penso di loro”. Poi un operaio prende il
microfono risolve tutto: «Dividerci sarebbe un regalo alla Eaton, noi dobbiamo stanarli con la forza
dell’intelligenza e della democrazia” facciamo all’azienda.
L’assemblea in fabbrica è tesa, faticosa. Ma la giornata non è finita: nel pomeriggio le tute blu sono al
consiglio comunale di Massa. Intanto, si riorganizzano i turni di presidio ai cancelli, si parla di nuove
iniziative. La lotta sarà lunga.
Claudio Figaia
iltirreno


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