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Storia della Eaton
Eaton a Monfalcone non ci sarà chiusura
Il Piccolo, 18 novembre 2008
VERTICE AL MINISTERO
Il sindacato: "Non ci sono garanzie su eventuali esuberi"
Si è chiuso in modo insoddisfacente per i sindacati l'incontro di ieri al ministero dello Sviluppo economico sulla situazione di Eaton Automotive in Italia. Perlomeno secondo i rappresentanti dei lavoratori dello stabilimento di Monfalcone, 340 in tutto, in questi giorni di nuovo in cassa integrazione ordinaria. La società ieri non ha effettuato alcun passo indietro rispetto la chiusura dello stabilimento di Massa (350 dipendenti) pur dando la propria disponibilità a favorire la reindustrializzazione del sito produttivo. Come avvenuto a Monfalcone per Ineos, il sindaco di Massa ieri ha chiarito che la destinazione urbanistica dell'area rimarrà industriale. "Eaton però ha chiarito soprattutto di non volere aprire un tavolo a livello nazionale - ha detto ieri dopo l'incontro il segretario provinciale della Fiom-Cgil, Thomas Casotto -, ma di voler trattare le questioni a livello dei singoli siti, anche se la crisi del settore dell'autmobile è mondiale. Una vertenza nazionale è però fondamentale per garantire ai lavoratori una migliore copertura sul fronte degli ammortizzatori sociali". Al tavolo romano ieri Eaton ha inoltre ribadito solo di non voler chiudere gli stabilimenti di Monfalcone e Bosconero (Torino), non sbilanciandosi però su eventuali esuberi. Il sindacato quindi insisterà per ottenere una vertenza nazionale cui subordinare quella locale. "L'incontro per la verifica della cassa integrazione a Monfalcone non è stato ancora fissato - ha aggiunto Casotto - ed è da vedere se sarà concordato". La Fiom inoltre creerà un coordinamento tra i tre stabilimenti per stabilire una linea comune.
Messaggero Veneto, 19 novembre 2008
Eaton, un'altra fumata nera: cassaintegrati col fiato sospeso
MONFALCONE. Si è chiuso in modo insoddisfacente l'incontro di lunedì al ministero dello Sviluppo economico sulla situazione di Eaton Automotive in Italia. Questa almeno l'impressione dei rappresentanti dei lavoratori dello stabilimento di Monfalcone, 340 in tutto, in questi giorni di nuovo in cassa integrazione ordinaria. La società ieri non ha effettuato alcun passo indietro rispetto alla chiusura dello stabilimento di Massa, 350 dipendenti, pur dando la propria disponibilità a favorire la reindustrializzazione del sito produttivo. Come avvenuto a Monfalcone per Ineos, il sindaco di Massa ieri ha chiarito che la destinazione urbanistica dell'area rimarrà industriale. Eaton però nell'incontro di lunedì avrebbe chiarito di non volere aprire un tavolo a livello nazionale "ma di voler trattare le questioni a livello dei singoli siti, anche se la crisi del settore dell'automobile è mondiale", ha spiegato dopo l'incontro il segretario provinciale della Fiom-Cgil, Thomas Casotto, sottolineando però che una vertenza nazionale sarebbe fondamentale "per garantire ai lavoratori una migliore copertura sul fronte degli ammortizzatori sociali". Al tavolo romano Eaton ha ribadito solo di non voler chiudere gli stabilimenti di Monfalcone e Bosconero (Torino), non sbilanciandosi però su eventuali esuberi. Il sindacato quindi insisterà per ottenere una vertenza di portata nazionale cui subordinare quella locale. "L'incontro per la verifica della cassa integrazione a Monfalcone non è stato ancora fissato - ha aggiunto Casotto - e a questo punto è da vedere se sarà concordato". La Fiom inoltre creerà un coordinamento tra i tre stabilimenti per stabilire una linea comune. Di fatto, il tavolo al ministero dello Sviluppo economico si è chiuso con un verbale di incontro che non è stato condiviso, perché ciascuno dei soggetti coinvolti ha firmato solo la parte che lo riguardava.