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Tutta la storia
— MASSA 12 Dicembre 2008 —
Sciopero Generale
FIOM-CGIL
di MANUELA D’ANGELO
È TUTTO rosso il corteo della Cgil che ieri mattina ha paralizzato il centro città: oltre 5000 persone a manifestare per i loro diritti. Ognuno di loro ha una storia da raccontare; alcuni sono più “famosi” di altri, come i lavoratori della Eaton, ormai protagonisti delle cronache --->
ogni giorno; oppure quelli di Nca o le donne della Ica di Pallerone o gli operai della Bario.
Ma ci sono anche tanti cittadini il cui nome non è mai stato fatto, di cui nessuno ha mai parlato; c’è tutto il mondo della scuola a manifestare, dagli studenti agli insegnati, ai bidelli: «Io sono una professoressa del Liceo Scientifico; insegno Latino e so che tra qualche anno la mia materia potrebbe diventare facoltativa, a causa dei tagli alle ore e alle materie considerate meno utili, come il Latino appunto e la seconda lingua;
un Liceo senza la lingua dei classici è uno schiaffo alla nostra storia e alla nostra tradizione». «Io ero caposervizio all’Olivetti, ho un’ottima pensione, ma sto scioperando per tanti miei coetanei che non hanno la mia fortuna e anche per i miei nipoti che una pensione non l’avranno mai; mi ricordo che nel dopoguerra la politica si diede da fare affinchè chi avesse di più contribuisse con qualcosa in più, rispetto a chi aveva di meno; oggi va tutto alla rovescia. Sa perchè sono di sinistra? Mio padre fu ucciso dai fascisti nel ’44. E penso che ci sia ancora bisogno della sinistra in Italia».
TRA I MANIFESTANTI anche una giovane donna: «Ho 33 anni, sono moglie di un operaio Eaton e figlia di un ex operaio Farmoplant, il che fa di me una di quelle donne che ne ha già passate parecchie. Abbiamo due figli, lavoro part-time all’ospedale di Massa e sono stata da poco in Comune per chiedere se ci fossero delle agevolazioni per i bollettini delle mense, ma l’impiegata della Pubblica Istruzione neanche sapeva dei licenziamenti Eaton e mi ha guardata come fossi a chiedere l’elemosina. Adesso spero che riescano a firmare l’accordo, perchè ricordo ancora, come fosse ieri, l’umiliazione di mia madre che andava cercando spiccioli dentro i divani per comprarci un filone di pane. Cose che nel 2009 non dovrebbero più accadere».
ALLO SCIOPERO hanno partecipato anche numerosi cittadini senegalesi e marocchini, portandosi dietro gli ombrelli che di solito vendono agli angoli delle strade: li ha riuniti tutti l’Arci di Carrara, per protestare contro una legge che favorisce la clandestinità. In piazza c’erano dunque anche i clandestini e a due passi da loro la Polizia: «Non abbiamo paura —ci dicono — tanto c’è la Cgil». Infine prendono coraggio anche le donne che lavorano alla mensa della Eaton, uno dei tanti indotti senza nome e senza ammortizzatori sociali: «Il 4 dicembre ho ricevuto la lettera di licenziamento e da quel giorno non ho più sentito nessuno; mio marito è invalido, lavoravo solo io, 20 ore settimanali; abbiamo due figlie, quella di 24 anni ha dovuto rinunciare all’Università perchè non ce la facevo neanche a pagarle l’abbonamento del treno. Ieri gli operai della Eaton mi hanno consegnato una busta con 2000 euro: dicono che l’hanno fatto per farci trascorrere delle feste serene. Sono degli angeli, a cui dico immensamente grazie».