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VERTENZA RAGGIUNTO UN PRE-ACCORDO CHE EVITA I LICENZIAMENTI
«Eaton, fatto un primo passo Adesso ci servono garanzie»
«LA PROPOSTA della Eaton è stata accolta all’unanimità e non poteva essere diversamente — dichiara poco dopo
l’assemblea dei lavoratori Marco Battistini, segretario provinciale della Fim Cisl — perchè in un periodo di crisi
come questo 24 mesi di cassa integrazione non sono pochi». Sono improntate a moderata soddisfazione le reazioni
all’accordo raggiunto nella notte dopo una trattativa fiume tra sindacati, istituzioni e dirigenza aziendale: 24 mesi
di cassa integrazione straordinaria per la cessione della attività, più 750 euro lordi al mese, per 24 mesi, aggiunti
da Eaton come integrativo salariale per ogni singolo lavoratore e, infine, un incentivo all’esodo pari a 10 mila euro,
per lasciare il posto di lavoro entro tre mesi. Rimane in piedi anche l’impegno per la reindustrializzazione e per la
ricollocazione degli operai in cassa integrazione per i due anni concessi. «Per noi è un primo passo — prosegue
Battistini —, importante ma non l’unico: quello che ci interessa è in realtà la ricollocazione sicura dei lavoratori nel
tessuto industriale locale, tramite una reindustrializzazione concreta; è vero per adesso ci sono gli impegni, ma noi
chiediamo che alle belle parole si sostituiscano accordi scritti formalmente che ci diano garanzie per il futuro, solo
così firmeremo l’accordo». Battistini è stato dunque molto chiaro: fondamentale sarà il passaggio del prossimo
tavolo tecnico convocato dal Comune di Massa per lunedì 15 dicembre, un tavolo a cui parteciperà anche la Regione
e una rappresentanza del Governo; in quell’occasione i sindacati chiederanno garanzie sulla reindustrializzazione e
sulla ricollocazione delle maestranze e solo se rimarranno soddisfatti firmeranno l’accordo con l’azienda il 17
dicembre, data in cui l’assessorato al Lavoro della Provincia ha convocato un incontro decisivo. «Mi preme
sottolineare — conclude Battistini — che con questo pre-accordo abbiamo scongiurato il pericolo di licenziamento
per 345 lavoratori, che avevano una spada di Damocle sulla testa pronta a cadere il 23 dicembre. Sarebbe stato
per loro un triste Natale».