Vertenza Eaton


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EATON CHIUDE dramma per la citta

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IERI L’ANNUNCIO DELLA CHIUSURA DELLO STABILIMENTO EATON: 345 SENZA
LAVORO
di ANNA PUCCI
— MASSA —
PRESIDIO permanente nella sala delle Rsu, giorno e notte, per evitare di ritrovarsi con i cancelli chiusi e i macchinari
smontati prima ancora che si sia compiuta la procedura di messa in mobilità dei 345 dipendenti licenziati. E’ la prima
decisione operativa assunta dai lavoratori Eaton nell’assemblea svoltasi ieri in fabbrica, subito dopo l’incontro tra azienda
e sindacati nella sede carrarese di Assindustria in cui è stata confermata la scelta di chiudere lo stabilimento massese. A
guidare i lavori dell’assemblea, alla quale ha partecipato la quasi totalità dei lavoratori, sono stati i segretari di Fim,
Fiom, Uilm e Ugl Metalmeccanici (Marco Battistini, Alessio Castelli, Sergio Borghini e Bruno Quieti), insieme alla Rsu
aziendale, a Sergio Zangolli per la Cisl e Paolo Gozzani per la Cgil. Il quadro è noto: la multinazionale Eaton cessa l’attività
nello stabilimento di Massa e licenzia i 345 addetti diretti perché non farebbe più profitto sufficiente, avendo perso il 40%
delle commesse per la punteria (soprattutto il cliente Fiat). La produzione che ancora ha mercato — secondo i sindacati 26
milioni di fatturato annuo — verrà spostata a Bielsko Biala, in Polonia, e negli Usa, con buona pace dell’etica aziendale di
cui Eaton parlava al personale massese. Secondo i sindacati occorre lottare per ottenere almeno la cassa integrazione
straordinaria, perché la mobilità è ben poca cosa.
APPLAUDITI in assemblea l’intervento del sindaco Roberto Pucci e del presidente della Provincia Osvaldo Angeli. «Abbiamo
rischiato di non entrare — ha spiegato Pucci — perché qualcuno qua pensa che neppure le istituzioni, in una situazione
come questa, possano essere presenti in una fabbrica che appartiene al territorio perché il territorio, i lavoratori gli hanno
dato tanto. Hanno detto che non avevamo preavvisato. Ho risposto che neanche il loro licenziamento di 345 persone aveva
avuto preavviso». Le istituzioni, ha garantito Pucci, daranno battaglia: «L’obbiettivo è riportare a casa 350 posti di
lavoro», con l’impegno che sui 78mila metri quadrati Eaton (36mila coperti) non verranno permessi né “spezzatino” delle
aree né speculazioni: «Dobbiamo puntare alla meccanica, a qualcosa che equivalga ciò che perdiamo» e quelle sulla
nautica «sono solo chiacchiere. Sarò con voi — ha concluso il sindaco rivolto agli operai — anche con la fascia tricolore se
sarà necessario».
OGGI alle 12 i sindacati confederali illustreranno in una conferenza stampa le altre iniziative in preparazione: lunedì 13
manifestazione di fronte al centro congressi Apt, dove per le 18 il presidente della Provincia ha convocato una assemblea
degli eletti dei consigli comunali e provinciale sulle vertenze Eaton, Nca e Ica, a cui parteciperanno anche il presidente
della Regione Claudio Martini con l’assessore Simoncini e i sindacati. Venerdì 17 sciopero provinciale dei metalmeccanici
con manifestazione di fronte alla sede di Assindustria, dove i sindacati incontreranno di nuovo i vertici Eaton nella
speranza di convincere l’azienda a rinunciare al licenziamento in blocco dei 345 dipendenti, che lascia disponibile come
“paracadute sociale” solo l’indennità di mobilità, per tentare la strada della cassa integrazione straordinaria. Il 24 ottobre
assemblea dei quadri sindacali del manifatturiero, in preparazione di uno sciopero generale provinciale del settore per
l’inizio di novembre.
ANCHE le istituzioni hanno tracciato il loro percorso: lunedì 13, appunto, assemblea degli eletti all’Apt. Per mercoledì 15
l’assessore regionale Simoncini ha convocato a Firenze l’azienda Eaton per un incontro e venerdì 17 si svolgerà a Massa il
consiglio comunale straordinario sull’emergenza Eaton chiesto da gruppi consiliari di maggioranza e di minoranza.


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