Vertenza Eaton


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Eaton Monfalcone

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Eaton, va in crisi un altro stabilimento
La solidarietà dei lavoratori apuani ai colleghi di Montefalcone. "Copione già vissuto sulla nostra pelle"


Massa, 19 mnarzo 2011

PRECIPITA la Eaton, anche lontano dalla nostra città: la presenza della multinazionale americana è a rischio anche Monfalcone, in provincia di Gorizia. La notizia rimbalza sui blog e nei siti che per anni si sono occupati della Eaton di Massa e dei suoi 304 operai (erano 345) licenziati il 15 dicembre e oggi senza prospettive.

La Rsu, i sindacati e gli operai apuani si uniscono idealmente alla battaglia dei lavoratori di Monfalcone dove, ad oggi, non c'è più alcuna certezza sulle commesse e dove i vertici aziendali hanno annunciato che ci sarà lavoro solo per 90 persone su 240 operai e per 2 settimane al mese. Ma c'è anche il rischio che la prossima estate l'azienda, che ha annunciato una chiusura di alcuni mesi per lo spostamento dei macchinari, tenti un blitz per chiudere lo stabilimento, come ha fatto a Massa. Gli operai massesi non devono immaginare quello che stanno provando i colleghi di Monfalcone: lo sanno perfettamente. Tensione e grande smarrimento è ciò che si registra a Monfalcone, dopo l'incontro della scorsa settimana con alcuni dirigenti della fabbrica che hanno presentato un piano industriale già bocciato dai sindacati.


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UNA STORIA che si ripete, un copione che abbiamo già sperimentato sulla nostra pelle", commentano alcuni lavoratori apuani esprimendo solidarietà ai colleghi di Monfalcone. Come si ripetono gli atteggiamenti degli americani, distanti dalla realtà sindacale italiana: secondo i rappresentanti dei lavoratori di Monfalcone, la proprietà sarebbe "allergica" a concedere ammortizzatore sociale troppo a lungo e per troppi lavoratori, discriminandone più della metà. I sindacati dei metalmeccanici dicono no a esuberi, riduzione del costo del lavoro ed eventuale fuoriuscita di macchinari considerati importanti dallo stabilimento. Quello che forse avrebbero dovuto fare anche i lavoratori massesi, che invece, troppo fiduciosi degli accordi e delle carte firmate, permisero due anni fa alla proprietà di andare via, aprendole la porta.

LA REGIONE Toscana intanto dichiara di seguire con attenzione la vertenza Eaton. Simoncini ha spiegato che bisogna aspettare il protocollo d'intesa sulla reindustrializzazione dell'area e che martedì ci saranno incontri a Roma riguardanti sia Eaton che Nca. Per Eaton la Regione ha poi ribadito la disponibilità di partecipare all'acquisizione dell'area e il 25 marzo il sindaco di Massa avrà un incontro con l'azienda per approfondire questo tema.
di MANUELA D'ANGELO

http://www.lanazione.it/massa_carrara/cronaca/2011/03/19/476392-eaton_crisi.shtml



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