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Tutta la storia
di ALBERTO SACCHETTI
— MASSA —
«I LAVORATORI Eaton possono ritrovare un futuro occupazionale costruendo una cooperativa di produzione e lavoro».
Giovanni Rosi, presidente dell’Unione provinciale Confcooperative spiega che «in questo modo i dipendenti diventerebbero
soci della cooperativa. Il loro coinvolgimento è fondamentale per il futuro dell’iniziativa dal punto di vista finanziario e
commerciale in quanto i lavoratori conoscono la realtà della produzione attuale e del mercato. A questo è necessario
aggiungere la volontà di lavorare insieme, di collaborare».
Ma dove trovano i finanziamenti?
«Esiste una legge al riguardo. Si tratta della legge Marcora n°49 del 1985 modificata ed integrata dalla legge 57 del 2001,
fatta apposta per essere attivata in casi simili e rifinanziata, che ha un fondo per operazioni di questo tipo. Certo questa
legge non basta. Io consiglierei quindi a tutti i lavoratori di mettere a disposizione anche la loro liquidazione in modo da
essere in grado di acquistare l’azienda a nome della cooperativa».
Come è possibile accedere a questo fondo?
«E’ un fondo costituito apposta per la salvaguardia dell’occupazione. Per quanto riguarda gli aspetti burocratici possiamo
mettere a disposizione uffici e competenze della nostra organizzazione».
Ci sono casi analoghi risolti attraverso i fondi della legge Marcora?
«Sono tanti i casi risolti imboccando questa via. Uno per tutti, vicino a noi, quello del cantiere Orlando di Livorno rilevato
alcuni anni fa da circa 400 dipendenti che si unirono in cooperativa. Ebbero un finanziamento di 22 miliardi di lire».
Quale strada devono percorrere i lavoratori Eaton per concretizzare questo progetto?
«Per prima cosa devono prendere contatto con la presidenza provinciale di Confcooperative. E poi potremmo procedere
insieme verso la realizzazione del progetto. L’importante è credere fortemente in questa soluzione».
Imboccata questa via, che tipo di ruolo dovrebbero avere le istituzioni?
«Alle istituzioni chiediamo un impegno forte nel sostenere l’iniziativa per quanto di loro competenza in modo da
raggiungere tutti insieme l’obiettivo: salvare l’occupazione sul territorio. E in questo modo rendiamo i lavoratori
responsabili del loro posto».
In provincia ci sono cooperative di produzione e lavoro con un numero di soci che si avvicina a quello dei lavoratori Eaton?
«Alla Confocooperative aderiscono, fra le altre, una realtà di 600 soci a Massa e una di 190 in Lunigiana. Niente vieta di
costuirne un’altra di 345 soci».