Vertenza Eaton


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Eaton, uno stop alla Ecoplant

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Eaton, uno stop alla Ecoplant
il Tirreno - 24 febbraio 2010 pagina 01 sezione: MASSA

MASSA. Comincia con una gelata il viaggio nella capitale (al ministero dello Sviluppo economico) dei sindacati e delle istituzioni locali per la vertenza Eaton. I quali a inizio riunione, scoprono che il piano industriale di Ecoplant (l'unica proposta per dare un futuro ai lavoratori Eaton) non è ancora pronto. No, ha bisogno di "integrazioni". Integrazioni soprattutto dal punto di vista della sostenibilità finanziaria dell'investimento. "Ma come e in questi due mesi (l'ultimo tavolo romano è del 15 dicembre) cosa è stato fatto?", si domandano con un certo sconcerto gli amministratori (il sindaco Roberto Pucci, gli assessori provinciali Raffaele Parrini e Paolo Baldini e l'assessore regionale Gianfranco Simonicini) e i segretari dei sindacati metalmeccanici. "La verità è che Sofit (la società di scouting incaricata da Eaton di trovare una società disposta a investire sull'area) ha lavorato con un forte ritardo, ha dormito. Il suo compito era quello di vagliare il piano Ecoplant e di presentarlo al tavolo in modo che il ministero potesse farne una valutazione", ragionano Marco Battistini (Fim) e Alessio Castelli (Fiom). Invece, tutto rinviato. 6-8 giorni il tempo concesso a Sofit e a Ecoplant per presentare le integrazioni richieste e consentire così a Invitalia di valutare la fattibilità del piano e quindi "di poter passare - si legge nel verbale del vertice - a una eventuale fase attuativa o in, caso negativo, alla ricerca di nuovi investitori". Il lavoro di Invitalia richiederà un mese e forse più. Insomma, il tempo passa e la reindustrializzazione resta al palo. Dal "tavolo" al ministero, tuttavia, sono uscite anche cose positive. Il governo ha ribadito l'impegno "a favore della re-industrializzazione e per la piena occupazione". Impegno sostanziato con la attivazione per la vertenza Eaton della legge 181 (finanziamenti per la re-industrializzazione delle aree dismesse) e della legge 46 (stanziamenti per le imprese che fanno innovazione e ricerca). Due sostegni importanti che si aggiungono a quelli già assicurati dalla Regione (fondo per la riassunzione dei lavoratori in mobilità, 6mila euro per ciasun lavoratore ricollocato; risorse per la formazione e il riorientamento dei lavoratori) a formare un pacchetto che ben dovrebbe essere in grado di attrarre investimenti. Nell'incontro si è affrontata anche la questione del costo delle aree. L'"ultimo prezzo" fatto circolare da Eaton è di 9 milioni (si era partiti da 18), cifra giudicata ancora troppo alta. Ma si fa avanti un'ipotesi nuova: Eaton affida in comodato d'uso area e stabilimento a un'ente locale (Comune o Provincia) - e non direttamente all'azienda che si insedierà, allo scopo di evitare mire speculative di tipo immobiliare - e l'ente la affitta all'impresa. Un'idea, per ora. Su cui Eaton non si è ancora espressa. Alla fine, il commento dei protagonisti è di massima cautela: "Si è perso tempo, è vero, ma, almeno, gli impegni del governo ci sono". - Claudio Figaia
http://ricerca.gelocal.it/iltirreno/archivio/iltirreno/2010/02/24/LM1PO_LM101.html


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