Menu principale:
Tutta la storia
IL CONSIGLIO
Operai in corteo fino al municipio e poi in sala indossando le t-shirt «U.S.A. & getta»
— MASSA —
UN DOCUMENTO votato all’unanimità da tutti i gruppi consiliari al termine della seduta straordinaria di ieri pomeriggio ha
sintetizzato l’impegno del Comune di Massa sulla Eaton. «La chiusura improvvisa dello stabilimento — si legge nell’atto —
dovuta esclusivamente alla logica del profitto, è un atto grave e non sostenibile per l’intera Provincia». Le maestranze
«con impegno e professionalità hanno permesso all’azienda di realizzare utili consistenti e di conquistare un ruolo
industriale di grande prestigio a livello mondiale». Per questo il consiglio condivide «pienamente la protesta dei lavoratori,
dei sindacati e delle istituzioni locali» contro i contenuti e le modalità della decisione di chiudere e apprezza l’impegno
della giunta regionale (che ha partecipato all’assemblea degli eletti e ha convocato l’azienda a Firenze) e la rapida
risposta del Governo (il tavolo del 23 ottobre al ministero dello sviluppo economico). L’atto votato dal consiglio impegna
l’amministrazione comunale: «1) Ad attivare ogni percorso di concerto con gli enti locali, la Regione e il Governo per
impegnare la Eaton a mantenere l’attività produttiva esistente. 2) A proseguire nell’azione di difesa del lavoro,
utilizzandotutti gli strumenti normativi, programmatori e politici a propria disposizione. 3) A mantenere il sito
manifatturiero dell’Eaton come lotto unico. 4) richiedere a Regione e Governo di mettere a disposizione del territorio
strumenti operativi, normativi e finanziari per consolidare le attività industriali esistenti e favorire nuove opportunità di
investimenti. 5) Ad aprire un tavolo permanente di monitoraggio con il coinvolgimento del Consorzio Zona Industriale,
delle categorie economiche ed imprenditoriali nonché delle rappresentanze sindacali». Il consiglio comunale stessi si
impegna «a mantenere una presenza costante dei consiglieri comunali in sede istituzionale finché dal tavolo nazionale la
vertenza non approdi a solide e concrete risposte occupazionali» e «a concordare forme visibili di solidarietà dei cittadini
massesi verso le famiglie delle maestranze oggi fortemente preoccupate del loro futuro».