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DRAMMA OCCUPAZIONE
La rabbia delle lavoratrici dell'Ica
In 200 sfilano da Pallerone ad Aulla
Hanno urlato la loro rabbia le 85 dipendenti dell'Ica di Pallerone che sono sfilate in corteo ad Aulla: con loro, anche tanti cittadini, che si sono uniti per solidarietà alle lavoratrici. Ora si spera nel sindaco Roberto Simoncini che è in contatto con alcuni probabili acquirenti dell'Ica
Pallerone (Massa Carrara), 3 dicembre 2008 - La loro rabbia le 85 dipedenti dell'Ica l'avevano scritta sulla maglietta azzurra che indossavano: Donne mIca - oggetti. Si sono presentate così ieri mattina alle 9 ai cancelli della fabbrica di Pallerone per la lunga marcia verso il comune di Aulla.
Dall'altoparlante dell'auto che le guidava, listata a lutto con tanto di manifesti per la morte a soli 30anni della loro fabbrica, un invito alla popolazione ad affacciarsi alle finestre ed essere partecipi della loro disperazione. E in molti hanno aderito, tanti hanno anche deciso di unirsi al corteo che ha raggiunto oltre le 200 unità. Tutto si è svolto in modo pacifico, ordinato. Nessuna protesta neppure dagli automobilisti per il blocco stradale.
Tutta la Lunigiana si è stretta attorno a quelle ragazze che con tanta dignità hanno urlato la loro voglia di continuare a lavorare, ancora una volta è arrivata la solidarietà dei lavoratori dell'Eaton. "Se gli stipendi e la tredicesima arriverranno in ritardo, stringeremo i denti. Sapremo aspettare. Ma quello che ci spaventa è il nostro futuro", hanno detto le donne che portavano uno striscione con scritto: '85 famiglie alla fame'.
Quella della busta paga di dicembre è considerata l'ultima beffa della proprietà. "Il liquidatore poteva pagare. Non c'era alcun problema e lui l'aveva promesso", dicono a muso duro i lavoratori dell'Ica. Invece bisognerà attendere il tribunale dopo la richiesta di concordato preventivo e la nomina del giudice delegato e del commissario giudiziario.
Ma la rabbia e il senso di frustrazione dei lavoratori è soprattutto per quanto è accaduto. "All'inizio dell'estate nessuno di noi avrebbe pensato di ritrovarsi da un giorno all'altro senza lavoro - affermano le ragazze dell'Ica - Ricordiamo bene tutti i sacrifici fatti in questi anni con la nostra puntuale e attiva presenza in fabbrica per garantire i migliori risultati produttivi. Più volte abbiamo effettuato turni notturni, abbiamo lavorato sabato e domenica. Spesso abbiamo taciuto e tante volte abbiamo tralasciato passando sopra a tante ingiustizie".
"Ora siamo in mezzo ad una strada senza uscita non per colpa nostra -. proseguono altre lavoratrici - La responsabilità di tutto è delle cattive scelte manageriali che hanno portato alla chiusura delle attività produttive e al fallimento dell'azienda". Poi arriva da tutti gli 85 dipendenti Ica la stoccata più dura: "Siamo stanchi di sentirci dire bugie, non vogliamo perdere la nostra dignità di uomini e donne e abbiamo deciso di lottare duramente perchè vogliamo essere trattati come persone non come oggetti da gettare dopo essersene serviti".
Ringraziano i sindacati provinciali Cgil, Cisl e Uil che si stanno battendo al loro fianco ma ora quelle 85 famiglie sperano nelle istituzioni. E la risposta anche in questo senso c'è stata. Il sindaco Roberto Simoncini ha voluto indossare anche lui quella maglietta azzurra, diventata simbolo della protesta e parla di contatti con gruppi di Modena e Roma, il presidente della Provincia Osvaldo Angeli che ha guidato ieri mattina il corteo sta studiando soluzioni per tutto il suo territorio in crisi.
Anche tanti altri sindaci lunigianesi e il presidente della Montana Bissoli hanno voluto essere presenti. Ora l'attesa si sposta a venerdì al consiglio comunale straordinario delle 10 in Comune ad Aulla quando ci saranno anche i probabili acquirenti dell'Ica e forse anche i loro piani industriali.
Carlo Galazzo
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(SENZA PAROLE)