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VENERDÌ, 07 NOVEMBRE 2008
Pagina 2 - Massa - Carrara
«Noi operai, vittime delle multinazionali»
I lavoratori Eaton ad AnnoZero: loro guadagnano, noi diventiamo disoccupati
MASSA. Tutti in fabbrica, c’è Santoro. AnnoZero porta in tv il dramma della Eaton e dei suoi 345 operai a richio licenziamento. Così, con un collegamento in diretta fra studio e “piazza”, marchio di fabbrica delle trasmissioni di Michele Santoro, la vicenda massese diventa, per una serata, un caso nazionale. Il taglio dato da AnnoZero alla vertenza Eaton è stato come sempre netto e scenografico. Si comincia con Patrizio Tonlazzerini, davanti al macchinario per produrre le punterie: parla di un “vascello fantasma”, di una fabbrica vuota e silenziosa; la regìa manda in onda il frastuono tremendo, è il rumore della fabbrica quando funzionava. Poi la telecamera passa sugli operai in gruppo, tutti con la t-shirt “Eaton Usa e getta”. Alessio Baldini, giovane tuta blu, racconta di come al rientro dalle ferie lui e suoi compagni abbiano trovato lucchetti e telecamere dappertutto. «Una misura antiterrorismo ci dicevano in azienda, e invece stavano per chiudere». Roberto Della Bona, un altro operaio: «Ci hanno dato anche il premio di produzione», dice mostrando, al pari degli altri colleghi, la busta paga.
Più tardi un secondo collegamento. È Lorenzo Bianchi questa volta a denunciare: «Ci dicono che dobbiamo chiudere perché la crisi dell’auto spinge Eaton a riportare la produzione in America; e allora perché la Fiat non torna a produrre in Italia? Noi siamo pronti a ripartire, anche subito, noi ci siamo»,
scrosciano gli applausi degli operai. Un altro lavoratore, Michele Collecchia, racconta invece delle difficoltà di questa vertenza, dove non c’è un “signor Eaton” con cui trattare, dove l’azienda stila accordi - il riferimento è a quello su mobilità e cassa integrazione ordinaria - che il giorno dopo si rimangia.
L’assemblea si scalda, e quando l’operaio dice al microfono dell’inviato Stefano Maria Bianchi: «I governi sono più interessati a salvare le banche che a difendere i lavoratori», gli applausi diventano un’ovazione.
Claudio Figaia
— MASSA —
LA RABBIA e ladisperazione dei lavoratori della Eaton sono stati protagonisti ieri sera di “Annozero”, la trasmissione condotta da Michele Santoro, e dedicata alle elezioni e alla crisi economica negli Usa. Mancano pochi minuti alle 10 quando lo studio si collega con lo stabilimento apuano. Fra i macchinari ormai silenti della Eaton sono seduti tutti i lavoratori a rischio licenziamento, e tutti indossano la maglietta blu con la scritta “Usa e getta”. Ed è proprio sul contrasto fra il silenzio di oggi e il rumore delle macchine in funzione che il giornalista Stefano Maria Bianchi intervista gli operai. «E’ come stare in un vascello fantasma — dice uno di loro —, è un dolore per me che ho visto crescere questa azienda». Bianchi mostra una punteria e sottolinea che se ne fabbricavano 120mila al giorno. Parla poi Alessio, che racconta: «La situazione era tranquilla, ma quando siamo tornati dalle ferie abbiamo trovato lucchetti, telecamere, sorveglianza. Ci hanno detto che era una questione di sicurezza, poi che avrebbero chiuso». «E’ un’onda che arriva dall’America — incalza un operaio più anziano — e investe le nostre famiglie, le nostra professionalità. L’azienda era cresciuta grazie a noi, ci hanno perfino riconosciuto il premio di produzione»: tutti alzano fotocopie giganti delle buste paga. Segue poi una breve discussione in studio, fra i giornalisti Enrico Mentana, Maurizio Belpietro e Santoro che ribatte che bisogna riflettere sulla delocalizzazione che porta a chiudere anche aziende produttive come risposta alla crisi interna agli Usa.
IL SECONDO collegamento alle 22.30. Bianchi sottolinea che gli operai sono storditi di fronte alle notizie dallo studio sulla crisi. «Se la Eaton va via — dice fra gli applausi un operaio — perchè non viene qui la Fiat? Noi siamo pronti a a produrre da subito». «L’azienda è un fantasma — dice un altro operaio —, non abbiamo interlocutori. Quando si sono visti, hanno preso impegni che poi hanno disatteso e ora hanno l’arroganza di dire che non si presenteranno all’incontro lunedì a Roma». «I governi sembrano interessati a salvaguardare le banche più che i posti di lavoro», sottolinea molto applaudito un giovane.
«Vorremmo costringere questi signori a darci risposte e un governo forte che li incalzi». Mentana esprime ottimismo, Bersani pone l’accento sugli ammortizzatori sociali, ma Belpietro gela tutti ricordando il comportamento spiccio delle aziende americane in caso di crisi. Se non altro, adesso il caso Eaton è conosciuto in tutta Italia.