Vertenza Eaton


Vai ai contenuti

GIOVEDÌ, 06 NOVEMBRE 2008

Tutta la storia

Pagina 1 - Massa - Carrara
«Ai politici chiediamo una linea ferma e alla città che
si unisca alla battaglia»
MASSA. Alessio Castelli, segretario della Fiom-Cgil, ha scritto - sia a titolo personale che a nome dei
lavoratori della Eaton - una lettera alla città. Eccola.
«Con questa lettera vorremmo esporre in dettaglio i problemi legati all’ennesima crisi del lavoro nel
territorio, non rischiando al contempo, sotto la forte pressione di una drammatica realtà, di non essere
abbastanza lucidi per esprimere il reale danno che a breve incrementerà in negativo il futuro economico
della provincia.
...La Eaton, multinazionale Usa che da oltre 20 anni si è insediata sul territorio nelle ex aree Riv-Skf nella
zona industriale massese, ha rappresentato alle organizzazioni sindacali e alle istituzioni l’intenzione di
disimpegnarsi dal territorio, lo stabilimento che a gli inizi degli anni 2000 vedeva un’occupazione di oltre
500 lavoratori diretti e oltre 200 nell’indotto, già nel 2002 la società ha iniziato un’operazione di
dimagrimento occupazionale che con accordi sindacali avrebbe dovuto garantire una rafforzata sostenibilità
economica, gli accordi, seppur sofferti, permettevano con adeguate forme di incentivo di raccogliere
l’interesse dei lavoratori che accettavano l’uscita dalla fabbrica; a questo si aggiungevano situazioni
anagrafiche che permettevano ad altri lavoratori di agganciarsi al sistema pensionistico allora garantito.
...Come lavoratori Eaton chiediamo che la politica produca atti concreti che chiariscano con fermezza la
linea che il territorio intende assumere sulla vertenza che si deve riallacciare alle altre già presenti: Nca,
Ica, Italcementi ecc. Chiediamo che a tutti i livelli sia assunta con fermezza la contrarietà a mediazioni che
non abbiano al primo punto le garanzie per il futuro delle famigli operaie, proponendo un intenso
monitoraggio politico Istituzionale sul futuro delle aree interessate, che crediamo debbano restare come
ricchezza in dote al territorio conservando l’indirizzo industriale per essere messe a disposizione di chi ha
reale volontà di fare impresa. Impegno che deve impedire ciò che questo territorio ha già vissuto in termini
ci privatizzazione e frammentazione incontrollata delle aree ex Dalmine, ex Olivetti, ex Montedison ecc.
ecc.
...Chiediamo alla città, a commercianti e artigiani, alle associazioni democratiche e a tutti i soggetti
istituzionali di unirsi alla nostra battaglia. Chiediamo a tutti di “capire e di conoscere”... di venire davanti alla
Eaton a parlare con noi per capire le nostre ragioni. Solo così si esprime realmente solidarietà».


Torna ai contenuti | Torna al menu