Vertenza Eaton


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Il Tirreno, Massa - 3 dicembre 2009

Tutta la storia

Incontro tra le Istituzioni a Roma

Questo fu un incontro in cui le RSU furono lasciate fuori "dalla politica" (dichiarato tavolo Tecnico), e i sindacati a testa bassa, giustificarono il comportamento svicolando le varie colpe. Ma come si dice: il tempo con noi è tiranno .. ma è anche giudice supremo , perciò lasciato fare a Cesare il proprio lavoro, come d'incanto sembrerebbero nascere da questo primo incontro delle gemme che si spera portino frutti.

Rimetto a voi il giudizio:
qui di seguito l'articolo pubblicato dal Tirreno a seguito dell'incontro.

Il Tirreno, Massa - 3 dicembre 2009


Si chiama “accordo di programma” ed è - dovrebbe essere - il meccanismo attraverso cui governo, Regione, Comune e tutte le parti convolte, favoriscono - ognuna con un contributo specifico - la re-industrializzazione di Eaton. Ebbene questo processo ha fatto ieri un piccolo passo avanti. La missione del sindaco Roberto Pucci, dell’assessore provinciale alle Politiche del lavoro Raffaele Parrini, dell’assessore regionale Gianfranco Simonicini a Roma, dove si è incontrata con la delegazione del ministero, guidata da Gianfranco Castano, responsabile del settore “aziende in crisi” nello staff di gabinetto del ministro Claudio Scajola, qualche risultato lo ha dato.
Nelle trattative sul “chi mette che cosa” per incentivare l’arrivo di nuove imprese nell’area Eaton, il ministero ha meso sul piatto la carta “ex legge 181”. Ha detto cioè, in sostanza, che farà ricorso a risorse del ministero desitnate a sostenere le aziende in crisi.
Per Marco Battistini, segretario di Fim Cisl, attraverso questa formula, il governo metterà a diposizione del “caso”Eaton, finanziamenti per agevolare l’acceso al credito, finanziamenti a fondo perduto ed, eventualmente, anche interventi sul capitale sociale dell’industria che investirà sull’area, assorbendo la manodopera oggi in cassa integrazione.
La Regione Toscana farà la sua parte con un pacchetto di riqualificazione professionale, ossia accollandosi i costi della riconversione dei lavoratori; e si dichiara disponibile anche a reperire incentivi per le ri-assunzioni.
«In questo modo, per chi si insedierà al posto della multinazional Usa, i costi della re-industrializzazione saranno ridotti anche del 50%», dice Battistini, che aggiunge: «Siamo disponibili a un confronto su questi temi».
Più cauto l’assessore Parrini, secondo il quale l’incontro di ieri è stato sì «un passo avanti significativo, un altro tassello nella
re-industrializzazione», ma le incentivazioni di governo e Regione sono per ora soltanto «ipotesi».
Già ma chi, agevolazioni o no, è disposto ad accollarsi più di 300 lavoratori e far ripartire un’industria al posto di Eaton?
Di questo non si è parlato nell’incontro romano di ieri. Sulla piazza resta per ora solo la proposta di Ecoplant, consorzio di imprese
in qualche modo legate alla green economy. Il tema sarà invece al centro del prossimo incontro fissato a Roma per il 9 dicembre a cui parteciperanno Sofit ed Eaton; il giorno successivo Regione e Provincia definiranno la questione dell’erogazione della cassa integrazione straordinaria “ministeriale”. Il 14 dicembre, infine, ancora un altro vertice a Roma, questa volta anche con la partecipazione dei sindacati per la ratifica dell’accordo di programma


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