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Storia della Eaton
in crescita la cassa integrazione
Il Piccolo, 01 dicembre 2008
L'industria frena, anticipate le ferie
Stop alla produzione già il 12 dicembre per Eaton Automotive, Roen Est e Detroit
Il vero bilancio di quanto pesante sia la crisi che sta investendo anche il Monfalconese potrà essere stilato solo a febbraio-marzo, ma già ora il quadro è a dir poco pesante. Il segnale più preoccupante lo dà il ricorso alla cassa integrazione ordinaria, in netto aumento rispetto lo stesso periodo di un anno fa, e la decisione di molte aziende, dove questo è possibile, di chiudere già alla metà del mese per ferie per riaprire solo dopo il 7 gennaio. Una sosta di oltre tre settimane, mai effettuata nel corso degli ultimi anni e in modo così sistematico. Il 12 dicembre ferma la produzione non solo la Eaton Automotive, alle prese con i contraccolpi del crollo delle vendite di automobili, ma anche la Detroit di Ronchi, come riferisce il segretario provinciale della Fiom-Cgil Thomas Casotto, e in questo caso lo fa utilizzando le ferie.
Finora non era arrivata alcuna indicazione di difficoltà dallo stabilimento di Ronchi, che produce espositori refrigerati murali, isole, banchi tradizionali, celle frigorifere, centrali frigorifere, armadi refrigerati. La Fiom ha le stesse indicazioni rispetto un anticipo delle ferie programmate nel periodo di Natale e fine anno anche per quanto riguarda la Roen Est, sempre di Ronchi, 140 dipendenti circa. Già nel corso dell'autunno nella fabbrica sono state utilizzate le ferie collettive per fronteggiare una riduzione della produzione di scambiatori di calore. La Sbe nel corso di novembre ha invece adottato, secondo quanto previsto dal contratto integrativo aziendale, una riduzione d'orario a 6 ore e mezzo giornaliere con la possibilità poi di ricorrere sempre a una chiusura lunga per le ferie di Natale. La Sbe, comunque, non è indebitata e ha confermato alle organizzazioni dei metalmeccanici di voler investire il prossimo anno 4 milioni di euro per diversificare la propria produzione, puntando sull'eolico.
"Il rischio è di vedere quasi tutto fermo dalla metà di questo mese alla seconda settimana di gennaio - afferma Casotto -. Le difficoltà si stanno allargando a macchia d'olio e per i lavoratori che stanno facendo i conti con 15-20 giorni di cassa integrazione ordinaria in un mese sono enormi, perché significa portare a casa solo 700 euro netti. Il vero bilancio della crisi si potrà fare solo a febbraio-marzo del prossimo anno". Previsioni a medio termine sono impossibili, secondo Luca Furlan, della segreteria provinciale della Uilm. "La situazione è in continua evoluzione, ma purtroppo in peggio - sottolinea -. Credo che le aziende dovrebbero anche iniziare a utilizzare i fondi per la formazione continua per i propri dipendenti come ulteriore strumento per tamponare gli effetti dello scarico di commesse sui lavoratori e per ripresentarsi più forti sul mercato". Qualche eccezione c'è, comunque, anche se le preoccupazioni non risparmiano alcuna realtà ormai. Fincantieri proseguirà il suo programma di produzione a ritmo serrato anche durante la fine dell'anno, mentre per Ansaldo, che ha dichiarato di avere un buon carico di lavoro per tutto il 2009, e per Mw di Ronchi non sono previste chiusure anticipate per ferie. Non si profila al momento questa prospettiva nemmeno per Reggiane Cranes&Plants la cui situazione pare però sospesa in attesa della pronuncia dell'antitrust turco e della successiva mossa di Terex, che a inizio agosto aveva siglato l'accordo per l'acquisizione del gruppo Fantuzzi di cui fa parte lo stabilimento di Monfalcone, 80 dipendenti diretti per i quali non è stata riaperta la cassa integrazione ordinaria. (la.bl.)