Vertenza Eaton


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incontro con Sofit in Comune

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Incontro in Comune tra RSU Istituzioni , Sofit e Eaton
Il Tirreno, Massa - 6 ottobre 2009

Qualcosa si muove, ma di concreto si vede ancora poco. È il senso dell’incontro di ieri mattina in municipio sul destino di Eaton e dei suoi 345 (ex) lavoratori. Il summit in sala del consiglio comunale ha comunque messo in luce che un certo interesse attorno a questo stabilimento c’è. Nonostante i tempi di crisi.
Diverse le proposte esaminate da Sofit, la società di scouting incaricata di trovare un nuovo soggetto imprenditoriale disposto a impiantare la propria atttività lasciata dalla multinazionale americana. Due quelle portate all’attenzione di lavoratori e istituzioni.
La prima è quella in parte anticipata dal Tirreno: si tratta di un consorzio di 5 aziende che operano nel comparto delle tecnologie ambientali. Produzione di led, assemblaggio di pannelli solari, rigenerazioni di componenti sarebbero i settori di attività di queste aziende, riunite in un consorzio di cui farebbe parte Ecoplant La Spezia, azienda di installazione pannelli solari.
L’altra è quella di un’azienda di “automotive” (come lo è Eaton), produttrice di componenti per auto ad alimentazione ibrida.
C’è poi un terzo progetto: quello di un imprenditore locale, che sarebbe disposto ad assumere una parte del personale ex Eaton per allargare la propria attività. Utilizzando, ma questa è solo una ipotesi, anche una parte degli spazi dello stabilimento.
Insomma, green economy e dintorni da una parte, un abbozzo di «spezzatino» dall’altra. E nessun piano industriale definito. Almeno per il momento.


Le due prime proposte - è stato detto nell’incontro - porterebbero al riassorbimento della gran parte dei dipendenti (anche se al summit non si sono date cifre ma si è solo parlato di «numeri interessanti»). La terza non sarebbe risolutiva dal punto di vista occupazionale, ma avrebbe tempi di concretizzazione più brevi. E l’effetto di ridurre il numero di lavoratori da sostenere attraverso la cassa integrazione.
Cauti ma non negativi i commenti dei lavoratori che hanno atteso l’esito dell’incontro con un presidio spontaneo sotto il municipio.
«Rispetto all’incontro precedente, registriamo che c’è pezzettino in più in questo progetto di re-industrializzazione, ma siamo ancora in una fase interlocutoria», dice Michele Folloni componente della Rsu (per Fim Cisl) di Eaton.
Noi, comunque, prosegue assieme ad Alessio Castelli, segretario Fiom, «ribadiamo che vogliamo l’unitarietà del processo di riconversione e restiamo contrari a ogni spezzatino occupazionale e imprenditoriale. Abbiamo già dato».
La giornata di ieri ha segnato anche il ritorno in piazza dei lavoratori Eaton. Che si sono trovati in piazza Garibaldi e poi, con un corteo improvvisato, hanno raggiunto il municipio. «È stato un segnale che abbiamo voluto lanciare alla città - dice un operaio -, un modo per ricordare ai commercianti, a tutti i nostri concittadini, che noi di Eaton non siamo sistemati. Che un anno di cassa integrazione è già passato e che rischiamo di finire disoccupati».

Il prossimo incontro è fissato per il 5 novembre. Un mese di tempo per analizzare le proposte di re-industrializzazione presentate da Sofit nell’incontro di ieri. Incontro presieduto dal sindaco Roberto Pucci, a cui hanno partecipato responsabile del settore aziende in crisi del ministero dello Sviluppo Economico Giampiero Castano, Pier Giorgio Cattini della Regione; gli assessori provinciali Paolo Baldini e Raffaele Parrini, il sindaco di Carrara Angelo Zubbani, il legale della Eaton e i sindacati. La Regione ha proposto di aprire un tavolo parallelo a quello ministeriale, per avviare un percorso che apra a corsi di formazione per le maestranze. L’obiettivo dell’amministrazione resta quello iniziale: «Una proposta unitaria di reindustrializzazione senza ridurre quell’area ad uno spezzatino», ha ripetuto il sindaco Pucci, che ha proposto anche di programmare una serie di incontri con tutti i soggetti coinvolti nella vertenza, per entrare nel merito delle proposte.


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