Vertenza Eaton


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inizio 10/10/08

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Chiusura Eaton, si mobilitano sindacati e istituzioni

La Fiom: avviare una immediata iniziativa unitaria. Una “decisione inaccettabile”, dice il presidente della Regione. Sollecitata la costituzione di un tavolo nazionale

Si è svolta in un clima molto teso ieri pomeriggio l'assemblea dei 345 operai della Eaton di Massa riuniti all'interno dello stabilimento subito dopo l'annuncio di cessazione totale dell'attività comunicato in mattinata dai vertici aziendali.
Affranti, demoralizzati, ma decisi a non demordere, i lavoratori hanno parlato di quello che sarà il prossimo obiettivo per cui combattere, ovvero la cassa integrazione.
"Mantenete la calma", è stato il monito dei rappresentanti sindacali. Le forze dell'ordine erano state allertate nel timore di disordini che tuttavia non si sono verificati. "Metteremo in atto tutto quanto è in nostro potere per sensibilizzare l'opinione pubblica sul nostro caso - hanno detto i sindacati -. Speriamo che le istituzioni non ci abbandonino proprio in questo momento, e confidiamo che ci aiutino a trovare una soluzione di prospettiva".
All'assemblea hanno partecipato anche il presidente della Provincia Osvaldo Angeli e il sindaco di Massa Roberto Pucci, che ha annunciato di aver scritto al ministero del Lavoro per ottenere la convocazione di un tavolo istituzionale sul caso Eaton.
"Avviare un'immediata iniziativa sindacale unitaria per contrastare la decisione annunciata dall'azienda di chiusura dello stabilimento di Massa". Così Fausto Durante, segretario nazionale della Fiom Cgil e responsabile per la componentistica, in merito all'annunciata chiusura dello stabilimento di Massa della Eaton.
"La Fiom - aggiunge Durante - considera inaccettabile la scelta della Eaton. E’ sbagliata nel merito e nel metodo, penalizza fortemente un territorio già segnato da una pesante crisi industriale e getta un'ombra sul futuro delle attività di Eaton in Italia".
"La Fiom - spiega Durante - ha già chiesto a Fim e Uilm nazionali di avviare una immediata iniziativa unitaria per contrastare le decisioni unilaterali annunciate dalla Eaton e per investire della questione tutti i livelli istituzionali compreso il Governo, che non può assistere passivamente all'ennesima scelta di una multinazionale di impoverire ulteriormente il nostro apparato industriale. Per queste ragioni, sosteniamo le iniziative di lotta intraprese dai sindacati metalmeccanici di Massa, che dovranno avere un adeguato supporto anche dagli altri stabilimenti italiani della Eaton".
Una “decisione inaccettabile” anche per il presidente della Regione Claudio Martini: “La Toscana non può essere considerata come una sorta di territorio di conquista che si abbandona alla prima difficoltà, in una logica di delocalizzazione selvaggia che non tiene conto del territorio in cui si opera ma solo dei profitti e che dimentica del tutto il valore sociale che un'impresa deve necessariamente avere”.
“Credo che prima di ogni considerazione di natura economica - dice Martini - si debba stigmatizzare il metodo, improntato a un modello di relazioni sindacali che non ha precedenti o quasi nella nostra regione. Non è pensabile che un'azienda sfrutti per decenni il patrimonio di competenze e le risorse di un territorio e poi decida di andarsene sbattendo la porta, solo a fronte di un calo nelle commissioni, senza pensare alle pesanti conseguenze sociali ed economiche di questa scelta”.
Mercoledì scorso la Regione aveva avuto un incontro con sindacati ed enti locali per la Eaton e per il 15 ottobre era stata convocata l'azienda: "La incontreremo - dice l'assessore al Lavoro Gianfranco Simoncini - richiamandola comunque alle sue responsabilità. Abbiamo anche scritto al ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola per sollecitare un tavolo nazionale". Martini e Simoncini saranno a Massa lunedì al consiglio straordinario convocato dalla Provincia.
(10/10/2008)




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