Vertenza Eaton


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LA POLITICA

Tutta la storia

di MANUELA D’ANGELO
— MASSA —
LA POLITICA locale fa i conti con l’atteggiamento sorprendente della Eaton, che mette in dubbio non solo un verbale
stilato dal ministero dello Sviluppo economico, in cui si parla di cassa integrazione ordinaria per 350 lavoratori, ma anche
la credibilità di un intero Governo che, se le previsioni sono esatte, dovrà chinare la testa non soltanto davanti alla
chiusura dello stabilimento di Massa, ma anche a quello di Monfalcone e di Bosconero. Soluzioni ce ne sono poche: i
politici torneranno a chiedere l’intervento del Governo, pretenderanno il tavolo nazionale fissato per il 10 novembre, ma i
lavoratori non mangiano pane e solidarietà. Per questo il Pdl, durante l’ultimo consiglio comunale, ha proposto uno sgravio
fiscale ad personam, per i lavoratori della Eaton, sulle tasse di competenza comunale, Tarsu e addizionale Irpef, sulla
retta degli asili, che pure pesa nelle tasche delle famiglie e anche sull’addizionale Irpef regionale. Facile essere tutti
idealmente d’accordo; nessun consigliere comunale ha negato la bontà della proposta, illustrata da Stefano Caruso, ma a
fare i conti con la realtà ci ha pensato l’assessore Alessandro Volpi che non ha dubbi: difficile intervenire, per motivi
normativi, su Irpef comunale e regionale, per la loro natura di tributi; impossibile anche effettuare una esenzione ad
personam, ma potrebbe aprirsi la strada di un contributo comunale che andrebbe a stornare l’ammontare della Tarsu. Il
Comune potrebbe riuscire ad intervenire su quest’ultima, ma Volpi si è riservato il dovere di verificare la sostenibilità del
bilancio comunale, anche se ha detto di avere già un’ idea della simulazione di spesa e di credere che possa essere
sostenibile. Le difficoltà non mancheranno: intanto non tutti i lavoratori Eaton vivono a Massa e quindi si presenterà il
problema di coinvolgere anche le altre amministrazioni comunali del territorio, che potrebbero non aderire; inoltre si
creerebbe un precedente, ha commentato qualche consigliere, che poi andrebbe sostenuto per tutti gli altri lavoratori
nella stessa condizione di Eaton e sul territorio, purtroppo, non sono pochi. Il consiglio non ha potuto votare
l’emendamento del Pdl così come era stato presentato, e ha rimandato la discussione al 6 novembre. In apertura era stato
approvato un documento all’unanimità, in cui viene chiesto il rispetto degli impegni assunti a Roma, la conferma del
tavolo nazionale, e stigmatizzato il comportamento dell’azienda. Intanto Nadia Bellè, responsabile Politiche del Lavoro di
Rifondazione Comunista parla di beffa, «un atteggiamento gravissimo che rigetta l’importanza delle maestranze e svaluta
completamente il ruolo e la credibilità degli enti locali, regionali e del Governo». Solidarietà ai lavoratori anche dai Grilli
di Massa e Montignoso che propongono di porre alle aziende che si insedieranno nella Zfu il vincolo di attingere per il 50%
di nuove assunzioni dal bacino Eaton.



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