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La Spezia corteggia Ecoplant

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La Spezia corteggia Ecoplant (10 febbraio 2010)


Re-industrializzazione sì, ma in Liguria. Ecoplant, la società - l'unica finora - che ha manifestato interesse a insediarsi nell'area Eaton, è corteggiata dalla Spezia. Dove potrebbe dirottare la sua nuova produzione ecologica in un'altra grande azienda che ha chiuso: la ex San Giorgio (poi Spel) elettrodomestici.

MASSA. Re-industrializzazione sì, ma in Liguria. Ecoplant, la società - l'unica finora - che ha manifestato interesse a insediarsi nell'area Eaton, è corteggiata dalla Spezia. Dove potrebbe dirottare la sua nuova produzione ecologica in un'altra grande azienda che ha chiuso: la ex San Giorgio (poi Spel) elettrodomestici.

I primi contatti fra Ecoplant - formato da imprenditori del Nord Italia - e l'amministrazione spezzina ci sono già stati e per venerdì è in programma un incontro fra il comune ligure e i rappresentanti del consorzio da cui potrebbero uscire novità.
Ecoplant, giovane pool di imprenditori - Photronics e Green energy solution i marchi di riferimento - sta cercando un "mercato" sulla zona tirrenica, tra Liguria e Toscana, dove esiste, per quanto in difficoltà, un tessuto industriale ricco e importante. Cerca sbocchi al mare (leggi un sistema portuale), privilegia il trasporto su ferrovia a quello su gomma. Cose che può trovare a Massa come alla Spezia.

La re-industrializzazione dell'ex San Giorgio è, inoltre, un'operazione di dimensioni ridotte rispetto a quella di Eaton: un'area di 30mila metri quadrati (contro i 70mila circa di Eaton), 140 lavoratori da ri-collocare (300 e più gli ex della multinazionale Usa). E gli enti locali liguri, al pari di quelli toscani, starebbero facendo "ponti d'oro" a Ecoplant per favorire un suo intervento nell'area industriale spezzina.
"Con una differenza - aggiunge Daniele Terzoni, segretario della fewderazione dei Verdi ma anche punto di snodo dei contatti di Ecoplant sul territorio -: qui a Massa gli imprenditori devono andare a cercare i loro interlocutori istituzionali o imprenditoriali; alla Spezia sono le amministrazioni che cercano Ecoplant".
Insomma, il rischio che questa società decida per La Spezia invece che per Massa è reale. Oltretutto, par di capire, Eaton offrirebbe sì un'impiantistica ideale per la produzione di Ecoplant, ma gli immobili necessiterebbero di importanti e costose ristrutturazioni gravose da affrontare.
Certo è che la Regione Toscana, con l'accrodo che prevede l'erogazione di 6mila euro per ogni lavoratore Eaton riassunto (1,8 milioni in tutto), e con l'apertura di linee di finanziamento per il nuovo insediamento, ha messo sul piatto di questa partita una carta allettante per invogliare Ecoplant a scegliere Massa. Ma è anche vero che dal governo non arrivano ancora certezze sull'accordo di programma e il tavolo istituzionale convocato a Roma per il 23 si annuncia come un test decisivo per la vertenza. "Si badi però - dice ancora Terzoni - che Ecoplant non guarda soltanto alle agevolazioni sugli investimenti, che pure sono importanti, ma anche alla possibilità di fare business sul territorio. Se, che so, ottenesse l'appalto per sostituire con Led le lampade tradizionali dell'illuminazione pubblica in regione, beh sarebbe l'ideale".

di Claudio Figaia


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