Vertenza Eaton


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NCA e EATON in Lotta

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MERCOLEDÌ, 12 NOVEMBRE 2008
Pagina 5 - Massa - Carrara
«Il cantiere non si tocca, Martini fai qualcosa»
Gli operai minacciano di disertare il tavolo provinciale, sale la tensione
Al corteo anche i lavoratori Eaton In 400 invadono Marina e Avenza per difendere l’occupazione
CINZIA CARPITA
CARRARA. Questa volta erano in tanti: circa 400. I lavoratori dei Nuovi Cantieri Apuania, sono scesi in
strada ieri mattina, assieme a un buon numero di dipendenti delle ditte esterne che operano in Nca, e con
loro anche molti lavoratori della Eaton. Le due vertenze si sono unite, da viale Colombo fino a Turigliano, in
un corteo che ha “invaso” mezza Marina e Avenza, con brevi sit-in al grido di “Lavoro, lavoro!”, “Il cantiere
non si tocca” e la storica frase “Lotta dura senza paura”.
Le vertenze calde. I 350 operai Eaton stanno vivendo un grande calvario, sotto lo spettro della chiusura
dello stabilimento di Massa e guardano allo sciopero generale del 19 prossimo come se fosse la resa dei
conti. Mentre le maestranze Nca non vogliono la privatizzazione per la quale è stato avviato l’iter di vendita
del cantiere da parte di Invitalia (ex Sviluppo Italia) e sono sempre più infuriate con la Regione, anzi, con il
presidente Claudio Martini che vorrebbero vedere al tavolo provinciale previsto per venerdì prossimo.
«Abbiamo saputo che Martini verrà a Carrara il 20 novembre. A che serve dopo l’incontro in provincia? -
dicono i lavoratori Nca - Noi lo vogliamo il 14, se non ci sarà, forse non andremo neppure al tavolo di
venerdì». La rabbia sale. E alle 11 del mattino (di ieri), ancora non sanno che intanto, la politica medita di
fare slittare il tavolo al 20 novembre. A una settimana appena dalla scadenza di quei famosi due mesi
indicati il 26 settembre scorso alla delegazione apuana (istituzionale e sindacale più un pullman di
lavoratori Nca) ricevuta a Roma presso il ministero dello sviluppo. Due mesi entro i quali il governo avrebbe
dovuto dire qualcosa, dare risposte, positive o negative, alla richiesta apuana di far entrare Nca nell’orbita
di Fincantieri: soggetto pubblico preferito (dal Comune, dalla Provincia, dalla Regione, dai sindacati e dai
lavoratori) a quello privato. Dalla capitale non arrivano segnali. E anche se non succederà nulla proprio il 26
novembre (ossia a due mesi precisi dal “viaggio” a Roma), qualcosa dopo dovrà accadere: scatterà dunque
la gara per assegnare il cantiere ai pochi (ultimamente 5) pretendenti in lizza? L’iter, secondo fonti, sta
andando avanti. E nel cantiere in questi mesi c’è stato un via-vai di privati a ispezionare lo stabilimento:
inviati, si dice, dei gruppi Baglietto e Mariotti, e altri, che hanno presentato all’advisor Meliorbanca le
“manifestazioni di interesse”.
Le ore di passione. Le braccia si incrociano verso le 9 del mattino. Tutti fuori dai capannni e dal quinto
traghetto Grimaldi in costruzione. Anche i lavoratori delle ditte satelliti, molti dei quali sono stranieri. Pure
loro partecipano allo sciopero. Il cantiere si svuota. Il corteo disciplinato risale il viale XX Settembre fra ali di
passanti e negozianti che guardano: «Ma cosa è?» chiedono alcuni. C’è chi si innervosisce perché il corteo
rallenta il normale traffico veicolare, e perché viene costretto dalle forze del’oedine a deviare, a scegliere
strade alternativa per le proprie destinazioni, perché c’è la manifestazione. Ma i lavoratori Nca volevano
proprio creare una reazione, un effetto, non essere più invisibili alla città. E quelli della Eaton che già hanno
scosso Massa, hanno scavalcato la Foce.
«Il 20 viene Martini - dice Massimo Bianchi coordinatore della rsu Nca - speriamo che ci porti qualche
novità, ma il 20 potrebbe essere già tardi». «Dovrebbe venire qui il 14, al tavolo provinciale, altrimenti
faremo confusione», dicono altri della rsu, e con rabbia. Accuse: «Ai politici della Regione non interessa il
nostro territorio. I posti di lavoro devono essere mantenuti». Le sirene di un’ambulanza: responsabilmente il
corteo di apre, giusto il tempo di farla passare. Poi la fiumana con gli striscioni arriva al ponte della ferrovia:
in tanti indicano col dito a sinistra, sul marciapiede, dove c’è, ironia della sorte, l’agenzia «Obiettivo lavoro”.
Alle 11 sono tutti alla rotatoria di Turigliano dove si consuma un altro quarto d’ora di passione. Qualche
automobilista sull’Aurelia fa dietro front, ma in tanti aspettano in coda, capiscono che lì nessuna tuta blu si
diverte. Alle 11,20 i quattrocento invertono la marcia e tornano verso il cantiere. La lotta continua.
il tirreno


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