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Tutta la storia
di MANUELA D’ANGELO
— MASSA —
LA LORO GIORNATA ieri è stata lunghissima: in mattinata hanno ricevuto la troupe di Annozero che a loro dedicherà parte
della puntata di giovedì sera; dopo l’ennesima assemblea in fabbrica si sono quindi diretti in corteo fino alla prefettura;
indosso sempre la magliette “Eaton Usa e getta”; fischietti e striscioni, gridando “vergogna”, chiedendo che venga
rispettato il verbale dell’incontro di Roma. A piedi sull’Aurelia, in sit-in ad ogni semaforo, seguiti passo passo dalle Forze
dell’ordine e dalla Digos, che di volta in volta ha fermato il traffico per impedire incidenti e scontri. Hanno paralizzato
una città intera, bloccato i semafori, intasato l’incrocio delle Poste centrali, fino a quando gli agenti non li hanno invitati
ad alzarsi e proseguire; qualcuno, dalle auto ferme, ha avuto anche il coraggio di gridargli «andate a lavorare» e loro per
tutta risposta hanno semplicemente detto: «È quello che vorremmo fare».
Erano più di 200 in corteo per chiedere udienza
al prefetto, anche questa volta fuori città; come detto sono stati ricevuti dal vice prefetto e dal presidente della Provincia
Osvaldo Angeli, che ha manifestato la sua solidarietà e l’impegno a pressare il Governo perchè pretenda rispetto per il
lavoro italiano. Ma il colosso non pare preoccupato dalle reazioni al di qua dell’oceano; farà sapere solo a fine serata se
parteciperà o meno all’incontro del 10 novembre e intanto non si sposta dalla sua decisione: mobilità per un mese, cassa
integrazione straordinaria e chiusura definitiva dello stabilimento massese. Poi toccherà a Monfalcone e Bosconero.
PREFETTURA occupata dai lavoratori Eaton per circa un’ora: «Non ce ne andremo da qui, finchè non ci diranno se la Eaton
parteciperà al tavolo nazionale del 10 novembre. Il Governo deve costringerla, altrimenti vuol dire che ci ha abbandonato
e che lo Stato italiano non esiste per gli italiani». Il vice prefetto Girolamo Bonfissuto ha alzato di persona il telefono e si
è messo in contatto con il referente locale per Eaton; l’avvocato Ricci ha risposto di non essere in grado di dare nessuna
risposta definitiva, ma che l’azienda farà sapere entro il 6 novembre cosa intenda fare. Bonfissuto parla anche con Roma:
il ministero dello sviluppo economico ribadisce di aver riformulato l’invito alla Eaton e di averne sollecitato la
partecipazione, perchè obbligarla non è possibile; il tavolo del 10 novembre quindi si terrà e la Eaton è stata nuovamente
chiamata a discutere della situazione di Massa, visto che non è stata per nulla chiara la conclusione dell’ultimo incontro
del 23 ottobre. Soddisfatti di aver ricevuto almeno l’interessamento della prefettura, i lavoratori decidono quindi di
lasciare Palazzo Ducale.