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Blitz alla Eaton Gli operai trovano le porte sigillate
Intanto i legali dei sindacati hanno inviato i ricorsi: prima udienza la prossima settimana
Massa, 16 ottobre 2010 - Un momento di distrazione degli operai in "occupazione" e la Eaton mette i sigilli al suo capannone. Mentre in fabbrica parla Achille Passoni, della commissione lavoro in Senato per il Pd, Giovacchino Pitanti della Rsu ci porta a fare un giro per lo stabilimento e ci mostra le porte sigillate con catena e lucchetto dall'interno. Novanta porte di cui dieci antipanico sono state chiuse da dentro per impedire a chiunque di entrare ma anche di uscire.
Nel capannone, naturalmente, non c'era nessuno mentre qualcuno preparava la "trappola'. Il sospetto, spiegano gli operai, è che a eseguitre il blitz siano stati i quattro dipendenti Eaton a cui i cassaintegrati consentivano di entrare negli uffici; un blitz verosimilmente voluto da lla proprietà, che così fa capire chi comanda. Pitanti sostiene che "non sono due catene a impedire ai lavoratori di entrare nel capannone": gli operai riuscirebbero a passare da altri accessi perché conoscono lo stabilimento. Ma trovarsi in un capannone da cui poi non potrebbero uscire non conviene: "Tanto la fabbrica è occupata ugualmente, negli spazi che la Eaton ha lasciato liberi".
Intanto il ricorso al giudice per comportamento antisindacale dell'azienda è stato protocollato dai legali di Fiom, Fim e Uilm e già la prossima settimana potrebbe svolgersi la prima udienza. Se il giudice darà ragione ai sindacati, potrebbe già essere chiesto il ritiro dei licenziamenti. L'azienda, da parte sua, fa sapere dalla sede americana parteciperà all'incontro romano del 18 ottobre, dove verrà portato all'attenzione delle parti in causa anche il ricorso al giudice dei 250 lavoratori. La Eaton non commenta i "sigilli" alla fabbrica ma ci tiene a dire la sua sul costo delle aree: "Non sono state espropriate ai contadini da Eaton - fa sapere tramite il suo ufficio stampa - bensì da noi comprate da Skf e non per due lire". Pare anche che il prezzo delle aree a cui si sta facendo riferimento in questi mesi, 7 milioni di euro, non sia mai stato definito dall'azienda: Eaton non avrebbe ancora stabilito il prezzo, che varrebbero secondo una sua perizia ben 20 milioni di euro, ma è disposta a trattare, applicando sconti anche del 60%, solo con un imprenditore serio, con un piano industriale concreto e con la certezza del riassorbimento di tutti i lavoratori. I lavoratori continuano la loro protesta tenendo anche sempre acceso il grande fuoco (una brace in verità), simbolo di una protesta costante.
di MANUELA D'ANGELO
http://www.lanazione.it/massa_carrara/cronaca/2010/10/16/400476-blitz_alla_eaton_operai_trovano_porte_sigillate.shtml