Menu principale:
Tutta la storia
Ecoplant, svelati i segreti del piano
il Tirreno — 19 maggio 2010 pagina 03 sezione: MASSA
MASSA. Appuntamento cruciale stamani alle 10,30 a Roma per le sorti di Eaton. Al ministero per lo Sviluppo economico, “orfano” del ministro Claudio Scajola, ci saranno il sindaco Roberto Pucci, l’assessore provinciale Paolo Baldini, i segretari di Fiom, Uilm e Fim Cisl. E ci sarà Enrico Rossi, presidente della Regione. Atteso all’inaugurazione di Carrara-Marmotec, ha preferito seguire il caso Eaton. L’incontro servirà per capire quali prospettive di re-industrializzazione esistono realmente. Si tratterà, in primo luogo di conoscere da Invitalia quali sono gli esiti delle verifiche sul progetto Ecoplant, che pare tuttavia sulla strada della bocciatura. E si tratterà, poi, di vedere se ci sono altre aziende interessate al salvataggio dei dipendenti Eaton e alla re-industrializzazione dell’area. In attesa dell’esito del vertice, intanto, possiamo fornire alcuni dettagli di «Not Co2» il progetto Ecoplant di cui tanto si è discusso in questi mesi. Intanto, la formazione azionaria. I soci fondatori di Ecoplant Srl. che detengono il pacchetto di maggioranza, sono: Nextech Ltd, rappresentato da Emanuele Carafa, Silvia Ambrosini, Paolo Fuina, Davide Colombo; il gruppo Perer Srl. detentore di brevetti di Energy catcher (sistemi fotovoltaici di ultima generazione); Photronix (sistemi Led); Ecoclutch di Fulvio Rossetti. Della squadra faceva parte anche Gino Barattini, imprenditore apuano della Wts che poi è uscito dall’operazione. Il piano prevede la concessione di quote gratuite ai professionisti - Giorgio Dell’Amico, Stefano Lorenzi, Ugo Natali, Giorgio Porzano che hanno collaborato alla stesura del progetto.
E saranno gli stessi professionisti a formare inzialmente il Cda della Newco. Al momento della firma degli accordi di programma con Eaton, sindacati, istituzioni, Ecoplant si trasformerà da Srl a Spa, con la previsione dell’ingresso di altri soci (diversi imprenditori di Bergamo e Mantova avrebbero già manifestato interesse) fino alla costituzione di un capitale sociale complessivo tra i 2 e i 4 milioni. Cifra che dipende, si legge nel business plan, «da alcune variabili di finanziamenti e contributi».
Ed è proprio l’aspetto dei sostegni pubblici alla re-industrializzazione, a costituire uno degli aspetti più rilevantii della proposta Ecoplant. Nelle elaborazioni economiche affidate a Leonardo Consulting, sono previsti investimenti per poco più di 16 milioni. Due per l’acquisizione dell’area, un milione circa per la formazione degli addetti, il resto per l’acquisto di macchinari e di materie prome, per l’adeguamento dei capannoni (che, in linea con lo spirito green economy del gruppo saranno dotati di concentratori solari e illuminazionea led). I costi di esercizio vengono stimati in 57 milioni per il primo anno; 119 milioni per il secondo fino a salire a 212 milioni per il 5º anno. I ricavi cresceranno proporzionalmente e l’utile lordo è stimato in 2,5 milioni per il primo anno e 78 milioni per il quinto. Numeri importanti, come quelli che riguardano i “finanziamenti e contributi governativi”. Sotto questa voce sono previsti 9 milioni di finanziamenti a fondo perduto, garanzie per 4,6 milioni, oltre un milione per contributi alla formazione e altre cifre sotto altre voci per un totale di oltre 16 milioni, che equivale all’investimento iniziale di Ecoplant. Una somma che andrà a compensare, secondo il piano, lo sbilancio degli investimenti finanziari del gruppo. Infine, il piano di ri-assunzione allungato su 5 anni con la previsione di assunzione di 168 unità il primo anno e di alcune decine nei successivi, fino al totale di 216 ex Eaton più 89 lavoratori di diversa provenienza.
http://ricerca.gelocal.it/iltirreno/archivio/iltirreno/2010/05/19/LM3PO_LM302.html?ref=search