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Storia della Eaton
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Accordo per la Eaton di Rivarolo
La multinazionale americana Eaton non licenzierà più i 200 lavoratori dello stabilimento di Rivarolo (Torino), dove si producono valvole per auto.Un accordo raggiunto nella notte tra il 18 e il 19 luglio presso l'assessorato regionale al Lavoro, dopo cento giorni di lotta, prevede che la richiesta della mobilità per cessata attività venga trasformata in richiesta di un anno di cassa integrazione, che la proprietà integrerà con 400 euro per ciascun dipendente. Previsti incentivi per chi lascerà l'azienda.I lavoratori saranno ricollocati: 32 rimarranno a Rivarolo a produrre prototipi, 9 andranno nello stabilimento Eaton di Bosconero, mentre per una parte la multinazionale e gli enti locali si impegnano a trovare un nuovo posto in altre aziende del territorio.
Assessore Migliasso, come giudica l'evoluzione della vertenza Eaton?Si tratta di una vicenda complessa che ha destato doverose e diffuse preoccupazioni. L'accordo siglato ha scongiurato di fatto il licenziamento dei lavoratori e prefigura percorsi di ricollocazione anche negli stessi stabilimenti del Canavese. Come Regione Piemonte, insieme alla Provincia di Torino ed al Comune di Rivarolo abbiamo promosso un confronto tra le parti sociali, sindacali e imprenditoriali, le quali hanno dimostrato senso di responsabilità per giungere ad un risultato positivo.
In qualità di assessore al Lavoro, quale ritiene sia la ricaduta di accordi come quello siglato nella notte scorsa?Con accordi come quello sulla Eaton si dimostra che il dialogo sociale, il confronto tra le istanze del mondo datoriale e di quello dei lavoratori, può trovare, anche grazie al contributo di professionalità e senso di responsabilità delle istituzioni locali, una sintesi positiva. Questo non significa che tutto è risolto. Significa però che si è convenuto su un percorso di ricollocazione degli esuberi e di azioni di sostegno alla competitività dei lavoratori posti in cassa integrazione Certamente si tratta ora di monitorare e vigilare sulla sua applicazione, affinché ciascuno faccia davvero la sua parte.
Il Canavese può tirare un respiro di sollievo?Per almeno 200 famiglie questo accordo è senza dubbio un grande sollievo. Per quanto riguarda il Canavese, la congiuntura economica, abbinata ai mutamenti di scenario del mercato in cui operano le aziende di quel territorio, rappresenta comunque un elemento forte di preoccupazione. Laddove però le proprietà dimostrino la volontà di investire nella creazione e nella qualificazione delle risorse umane, anche attraverso innovazioni di processi produttivi e di innovazione di prodotto, come Regione possiamo mettere a disposizione azioni di sostegno e misure che possono fare la differenza e rendere di fatto ancora appetibile quell'area industriale. Il Canavese è un distretto industriale al quale siamo convinti le aziende possono guardare con fiducia, poiché ha una tradizione industriale forte ed è dotato di una infrastrutturazione professionale, socioeconomica, industriale e logistica particolarmente competitiva.