Vertenza Eaton


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Tavolo Istituzionale unire le vertenze

Tutta la storia

di ANNA PUCCI
— MASSA —
L’AZIENDA non si è presentata, forse perché l’azienda, come testa che decide, a Massa non c’è. Le scelte si fanno altrove
e chi sta altrove non vuole, per ora, dichiarare apertamente le sue intenzioni. Neanche alle istituzioni. E’ uno degli
elementi sottolineati ieri al Tavolo istituzionale allargato sulla crisi Eaton convocato a Palazzo Ducale — mentre in piazza
gli operai e le loro famiglie manifestavano in silenzio — dal presidente della Provincia Osvaldo Angeli. L’altro elemento su
cui tutti hanno concordato è che occorre dare battaglia con un obbiettivo: evitare cla chiusura dello stabilimento apuano,
inserendo la vertenza Eaton in una più ampia vertenza territoriale insieme a Nca e Ica. Vertenza della quale devono farsi
carico più alti livelli istituzionali, a partire dalla Regione (l’incontro con l’assessore Simoncini è già fissato per domani alle
15) per arrivare al Governo (il sindaco ha ricevuto un fax che assicura l’interessamento del ministro Matteoli). La battaglia
sarà dura e potrebbe comunque portare come unico risultato un “ridimensionamento” drammatico della Eaton, con il
dimezzamento di produzione, fatturato e maestranze già scese a circa 350 unità (nel 2000 erano 570). Al Tavolo
istituzionale hanno partecipato, tra gli altri, Fim, Fiom e Uil, Cgil, Cils e Uil, la Rsu, il sindaco Roberto Pucci, l’onorevole
Andrea Rigoni, i consiglieri regionali Paolo Marini e Anna Annunziata, gli assessori provinciali Paolo Baldini e Raffaele
Parrini, il presidente della Camera di commercio Norberto Ricci. La direzione aziendale massese, invitata, non si è
presentata perché, ha spiegato Angeli, non avrebbe nulla da aggiungere a quanto già comunicato ai sindacati sulla perdita
del 40% delle commesse nella punteria meccanica (soprattutto del cliente Fiat) e sul fatto che nessuna prospettiva sia
esclusa, neppure la chiusura. Ma a decidere sarà la “testa” della multinazionale, negli Usa, che si farà viva, bontà sua, tra
una decina di giorni.
DURISSIMO il giudizio dei sindacati sull’assenza di azienda ma anche di ASsindustria: è un segnale anche questo, ha
dichiarato Alessio Castelli della Fiom, un segnale di come funziona la politica delle multinazionali: si “spreme” un
territorio e poi lo si abbandona, senza discutere delle conseguenze sociali, nonosotante in dipendenti Eaton abbiano
collaborato offrendo flessibilità negli orari di lavoro e rinunciando alla contrattazione di secondo livello, ossia a una quota
del salario. Marco Battistini della Fim ha rilevato che l’azienda sa da luglio della perdita della commessa Fiat:uscire oggi in
modo così duro forse serve a testare la possibilità di far “digerire” al territorio una ristrutturazione pesantissima. Franco
Borghini della Uilm ha evidenziato che la Eaton negli utimi anni non ha fatto grossi investimenti su Massa: la volontà di
rimanere si potrà misurare solo su quello. L’assessore Parrini ha evidenziato la gravità della situazione dal punto di vista
degli strumenti di protezione sociale: non c’è molto da sperare, perché già con la crisi Alitalia il governo ha dichiarato che
è difficile reperire risorse. Il sindaco Pucci ha telefonato al responsabile locale dell’azienda che da Francoforte gli ha fatto
sapere di non essere in grado di fornirgli informazione. «Una situazione deprimente» ha commentato il sindaco, invitando
comunque a tenere l’attenzione sull’obbiettivo centrale, salvare la fabbrica, evitando di parlare di alternative peraltro
poco concrete come se la battaglia fosse già persa. «Questa vertenza è centrale per il nostro territorio. Dalla Regione — ha
aggiunto Pucci rivolgendosi al consigliere Annunziata — ci aspettiamo un atto forte: per difendere la Piaggio il consiglio
regionale si spostò a Pontedera, la Eaton è la nostra Piaggio». Infine, un impegno sulle aree Eaton: l’amministrazione Pucci
non consentirà lottizzazioni, nel caso in cui qualcuno stesse pensando al business dei terreni. Ieri i sindacati hanno anche
incontrato la segreteria provinciale del Pd nella sede di via Dante: il Pd si è impegnato a difendere la fabbrica.


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