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fasi iniziali






Cosi ha commentato
Agnese Pini
la manifestazione
che si è svolta a carrara
venerdi 17 ottobre 2008
con partenza dallo
stadio dei Marmi
ed ha sfilato pacificamente lungo il Viale xx Settembre
sino a fermarsi d'avanti
all'associazione industriali
dove si è tenuto l'incontro
con l'azienda
LO SCIOPERO DEI METALMECCANICI
Il territorio in piena lotta per salvare l'occupazione
Oltre mille lavoratori hanno aderito allo sciopero provinciale dei metalmeccanici di otto ore: oltre agli operai della Eaton c'erano anche quelli Nca, Nuovo Pignone e Ica. Gli operai, che hanno sfilato in corteo fino alla sede di Ass.industriali, hanno protestato contro la ''drammaticita' occupazionale'' in cui versa la Provincia di Massa Carrara
Carrara, 17 ottobre 2008 - Un megafono per urlare la propria rabbia, ma anche la propria speranza, per farsi coraggio quando c’è forte incertezza. Un megafono per cantare, con quella goliardìa un po’ amara di chi, in realtà, ha tanta paura. Un megafono per dire che "ci siamo, esistiamo, abbiamo diritto di lavorare, di vivere con dignità, anche noi".
Perché quella reazione a catena di licenziamenti, chiusure, destabilizzazioni all’interno delle principali aziende della nostra provincia suona quasi come una beffa, una presa in giro, per chi ha figli, famiglia, una casa da pagare e, fino a ieri, anche un lavoro che credeva sicuro, e che gli aveva permesso di costruire ciò che adesso potrebbe non appartenergli più.
Erano in centinaia, ieri mattina, i lavoratori scesi in strada contro "la drammaticità occupazionale" della nostra provincia. Una situazione che, per proporzioni, rischia di avere contraccolpi che riguarderanno tutti: non solo gli operai direttamente coinvolti e le loro famiglie, ma l’intero territorio.
Armati di fischietti, di striscioni, di bandiere, i lavoratori 'sfruttati e poi sfrattati'così si definisconohanno sfilato lungo il viale XX Settembre dallo Stadio fino alla sede di Assindustria. Qui, i rappresentanti sindacali avevano un incontro con i vertici aziendali della Eaton di Massa, per discutere l’eventualità della cassa integrazione anziché la chiusura della fabbrica.
E in testa al corteo c’erano proprio i 350 della Eaton, tutti con le loro magliette blu, una nuova divisa, dopo essere stati privati di quella da lavoro: 'Eaton: U.s.a. e getta', era la scritta ironica e amarissima che campeggiava sui loro petti. A seguire, le operaiesono quasi tutte donnedella Ica di Pallerone, e poi i lavoratori del Nuovo Pignone, e ancora quelli di Nca.
"Protestiamo perché ci stanno togliendo la terra sotto i piedi. Perché stanno snaturando l’economia di questa provincia. E a farne le spese saranno tutti i cittadini. Non solo noi. Non solo le nostre familgie".
Tante storie diverse, in quell’onda di persone arrabbiate e affrante, ma che non si sentono ancora sconfitte. Tanti protagonisti e diversi, personalissimi drammi, diverse battaglie. C’era chicome i lavoratori di Nca- manifestava "perché i cantieri non vengano svenduti"; c’erano gli operai della Eaton, che il lavoro l’hanno già perso, e si battono per non essere lasciati soli, per cercare "nuove vie di soluzioni"; e c’erano anche gli operai del Nuovo Pignone,un’azienda ancora solida, sicura: "Ma siamo qui, oggi,hanno spiegatoper dimostrare la nostra solidarietà, la nostra partecipazione e vicinanza a chi vive il dramma del licenziamento".
C’era un 'territorio in lotta', affiancato dalle istituzioni comunali e provinciali. Per quasi 5 ore, dalle 8 e mezza del mattino, il 'territorio in lotta' ha presidiato viale XX Settembre. Ha atteso compatto l’esito dell’incontro fra i vertici aziendali della Eaton e i sindacati.
Poi, conosciuto l’esito, drammatico, dell’incontro"l’azienda ha alzato un muro di fronte alle nostre richieste", hanno spiegato i sindacati - è esploso un coro di fischi e urla. Ma pure di tanta stanchezza, e di disillusione. Perché anche la lotta, in quel momento, sembrava inutile.
Agnese Pini